SESSA AURUNCA – LA MORTE DI NOGARO: DOMANI MESSA IN CATTEDRALE

SESSA AURUNCA –  Domani, venerdì 16 gennaio 2026 alle ore 18, sarà celebrata una messa in  ricordo del Vescovo Nogaro, indimenticata guida spirituale della diocesi di Sessa Aurunca negli anni ottanta. L’appuntamento è in cattedrale, stupendo monumento, nel cuore del centro storico di Sessa Auruna.
Già fu definito “Figura Epica” dallo scrittore Roberto Saviano il Vescovo Raffaele Nogaro per come combatté con forza la camorra nelle due diocesi nelle quali è stato Vescovo: Sessa Aurunca, 1982 – 1990, e Caserta, 2990 – 2009. Infatti, nel suo ministero pastorale si distinse soprattutto per la lotta alla camorra e per la difesa dei deboli, in particolare degli stranieri. Membro della Commissione episcopale per le migrazioni, organo della CEI preposto al sostegno e al coordinamento della pastorale migratoria. La sua sensibilità verso i diritti dei migranti lo portò a definire “disumana” la legge Bossi – Fini. Nel 2000 la Regione Campania gli conferì il Premio: “Campania per la Pace e per i diritti umani”. L’allora presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino, nelle prime ore successive alla morte del Vescovo Nogaro lo ha voluto ricordare sui social: “Sono davvero grandi il dispiacere e la tristezza per la morte di Raffaele Nogaro: Vescovo prima di Sessa Aurunca e poi per tanti anni a Caserta. Nogaro è stato un fondamentale punto di riferimento nella solidarietà ai più deboli e nella lotta contro la camorra. Era davvero una splendida persona: un bacio.” Sul sito delle tre Diocesi di Teano – Calvi, Alife – Caiazzo e Sessa Aurunca: “Il Vescovo, i presbiteri, i diaconi, i consacrati e le consacrate e i fedeli tutti, si uniscono in preghiera alla Chiesa di Caserta per il ritorno alla casa del Padre di S.E. Mons. Raffaele Nogaro, già Vescovo della Diocesi di Sessa Aurunca.” Il Vescovo Nogaro era nato a Gradisca, (Udine) Friuli Venezia Giulia. Ma anche se nato nel cuore del Friuli, da grande Pastore che è stato, volle sempre rimanere nella Regione dove Giovanni Paolo II lo aveva nominato Vescovo. Fu un acceso sostenitore della canonizzazione di don Peppe Diana. In queste ore Saviano ha scritto: “l’espressione ‘è tornato alla casa del Padre’ con lui smette di essere formula. Nogaro ha passato la vita a rendere casa i luoghi che attraversava: aprendo porte, togliendo muri, facendo spazio agli ultimi. Ha sostenuto il Banco Alimentare e progetti di accoglienza per stranieri e persone in difficoltà, mettendo al centro la dignità e la solidarietà.” E non mancano i commenti delle persone comuni, come un docente sotto a un nostro articolo già pubblicato: “E’ stato un grande, con lui finisce un’epoca.”

 

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