PIGNATARO MAGGIORE – A Pignataro Maggiore la vicenda della centrale a biomasse in località Cauciano mette a nudo una maggioranza comunale divisa e senza una linea politica chiara, come dimostrano due Giunte comunali tenutesi il 30 dicembre 2025 e il 13 gennaio 2026, chiamate a deliberare su atti decisivi contro l’impianto, ovvero il ricorso al Consiglio di Stato e la costituzione in giudizio davanti al TAR Campania, sedute alle quali non hanno partecipato il vicesindaco Cesare Cuccaro e l’assessore Dorotea Fucile, assenze che appaiono tutt’altro che casuali e che si inseriscono in un quadro politico già segnato da forti contraddizioni interne, soprattutto perché il gruppo “Prima Pignataro”, riconducibile allo stesso vicesindaco, è da tempo indicato come favorevole alla realizzazione dell’impianto, in evidente contrasto con gli atti ufficiali adottati dalla Giunta e con le preoccupazioni ambientali e urbanistiche espresse su un progetto che incide direttamente sul territorio, una situazione che solleva interrogativi sul modo di governare e sulla coerenza dell’azione amministrativa, dato che su temi così delicati non possono trovare spazio silenzi, ambiguità o assenze strategiche, mentre servirebbero chiarezza, compattezza e la capacità di assumersi fino in fondo la responsabilità delle scelte, qualità che oggi sembrano mancare e che alimentano l’immagine di una maggioranza frammentata e politicamente in affanno, con il rischio concreto che a pagare il prezzo di queste divisioni sia ancora una volta la comunità di Pignataro Maggiore.
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