San Pietro Infine – Diffide per occupanti alloggi ERP senza contratti per affitti arretrati fino a dieci anni e contribuenti sotto pressione per notifiche oltre termine e applicazione di aliquote IMU errate. Negli ultimi giorni il Comune di San Pietro Infine ha notificato agli occupanti degli alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica (ERP) diffide per il pagamento di canoni di locazione arretrati fino a dieci anni e come se non bastasse a questo quadro già critico sotto il profilo sociale si aggiunge anche il caos generato dagli avvisi di accertamento IMU 2020, che secondo quanto emerge sarebbero stati notificati oltre i termini di legge risultando potenzialmente prescritti e quindi illegittimi. Si tratta di due decisioni assunte dall’attuale Amministrazione comunale all’inizio dell’anno che destano forte preoccupazione e sollevano seri dubbi sotto il profilo giuridico, amministrativo e sociale.
Le diffide rivolte agli occupanti degli alloggi ERP giungono, infatti, dopo un lungo periodo di totale inerzia amministrativa.
A oltre quattro anni dall’insediamento, l’Amministrazione guidata dal Sindaco Antonio Vacca non risulta aver mai avviato alcun procedimento volto alla regolarizzazione delle posizioni degli occupanti che, da oltre vent’anni, attendono dall’ente Comune la stipula di un regolare contratto di locazione. Va ricordato che la precedente Amministrazione comunale, guidata da Mariano Fuoco, si era invece fatta carico della problematica, avviando un percorso concreto di regolarizzazione che giunge all’estate del 2021 con tutti i contratti predisposti e pronti per la firma. Una procedura che, inspiegabilmente, risulta completamente ferma sin dall’insediamento dell’attuale Amministrazione. Con l’arrivo del nuovo anno e dopo le diffide per il recupero dei fitti degli alloggi ERP si aggiunge anche il “papocchio” degli avvisi di accertamento IMU 2020 che il Comune non solo notifica in ritardo e quindi oltre i termini previsti dalla L. n. 296/2006, ma che in molti casi recapita con importi che risultano viziati da errori nelle applicazioni dell’aliquota IMU maggiorata rispetto a quella stabilita e approvata con Delibera di Consiglio Comunale n. 11 del 22 luglio 2020.
Una situazione che potrebbe configurare anche responsabilità sotto il profilo amministrativo per l’omessa regolarizzazione e il mancato recupero delle entrate. Nel loro insieme, questi episodi delineano una gestione amministrativa segnata da ritardi, approssimazione e scarso senso di responsabilità istituzionale, che rischia di scaricare sui cittadini, spesso i più fragili, le conseguenze di errori e omissioni dell’Ente, non si escludono, eventuali profili di responsabilità amministrativo-contabile da parte del nostro Comune per la mancata gestione e regolarizzazione delle entrate patrimoniali. Questi fatti, letti nel loro insieme, evidenziano una gestione amministrativa inadeguata, inefficiente e priva di opportuno controllo, le cui conseguenze vengono oggi trasferite sui cittadini, soprattutto sui soggetti più deboli. Una situazione che potrebbe configurare anche responsabilità amministrativo-contabili per l’omessa regolarizzazione e il mancato tempestivo recupero delle entrate.
Alla luce di quanto esposto, appare evidente la necessità di un immediato chiarimento pubblico da parte del primo cittadino, chiamato a spiegare le ragioni di scelte che stanno producendo effetti gravissimi sul piano sociale e giuridico. È infatti necessario che il Comune sospenda ogni iniziativa che possa aggravare ulteriormente la posizione dei cittadini coinvolti, avviando senza ulteriori rinvii la regolarizzazione degli alloggi ERP e procedere a una puntuale verifica di quanto accaduto con gli avvisi IMU.
La tutela dei diritti dei cittadini, in particolare di quelli più fragili, e il ripristino della legalità amministrativa devono tornare ad essere una priorità assoluta, evitando che inefficienze e ritardi dell’Ente ricadano ancora una volta sulla comunità di San Pietro Infine.
(nota a cura di Lino Fuoco)
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