PIGNATARO MAGGIORE – L’inizio del 2026 a Pignataro Maggiore è segnato dall’emergenza nelle scuole, con aule dichiarate inagibili, infiltrazioni d’acqua diffuse e l’avvio dei doppi turni al plesso Martone e alla primaria Bosco, una situazione che esplode ora ma che affonda chiaramente le radici negli anni precedenti, quando i problemi strutturali erano già noti, segnalati e mai risolti in modo definitivo. La cronaca di questi giorni parla di classi spostate, lezioni pomeridiane imposte e famiglie in difficoltà, ma il nodo vero è politico e amministrativo: se l’attività di manutenzione e di programmazione sugli edifici scolastici doveva essere fatta prima, allora doveva partire da chi, per delega e continuità, aveva il compito di occuparsene nel tempo. In questo quadro il nome che ricorre nel dibattito pubblico è quello di Cesare Cuccaro, attuale vicesindaco e assessore ai lavori pubblici, figura che per lunghi anni ha ricoperto proprio il ruolo responsabile della gestione e della manutenzione delle strutture comunali. Il ragionamento che emerge è lineare: se il problema non nasce oggi ma è il risultato di anni di rinvii, rattoppi e mancate scelte strutturali, allora non può essere liquidato come una semplice eredità del passato, perché la persona che oggi gestisce l’emergenza ricopriva già in passato la funzione che avrebbe dovuto prevenirla. Non è una questione di polemica personale, ma di cronaca e di responsabilità: quando una delega è esercitata con continuità per quindici anni, anche le conseguenze delle scelte mancate seguono la stessa continuità, e il prezzo, all’inizio del 2026, lo stanno pagando studenti e famiglie, costretti a subire disagi che una programmazione tempestiva avrebbe potuto evitare
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