Pietravairano – Anche la comunità di Pietravairano avrà il suo impianto per la gestione dei rifiuti. Il progetto prevede la realizzazione nella periferia del paese, verso località Quattroventi, a pochi passi dal fiume Volturno. Lo ha scoperto il consigliere Mario Rotondo che con un breve ma significativo video affidato alla sua pagina social, ha portato alla luce la vicenda, spiegando pure il silenzio serbato sulla questione dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Adriano Del Sesto. Perché il sindaco e la sua maggioranza hanno taciuto su questo impianto? Semplice “distrazione” oppure c’è altro? (il video)
Il documento di Rotondo:
“… ve lo ricordate quando chiedevo all’amministrazione rassicurazioni sul fatto che sul territorio di Pietravairano non fossero presenti e non fossero in programma siti di stoccaggio per rifiuti? Contrariamente a quanto avviene di solito non ho ricevuto una risposta. Mi sono insospettito ed ho fatto delle richieste ufficiali. E’ venuto fuori che proprio sul nostro territorio sulla strada che porta ai Quattroventi dove erano i campetti di calcetto è prevista la realizzazione di un impianto da destinare le attività di gestione dei rifiuti, il permesso a costruire è stato rilasciato nel giugno del 2024. E’ stata utilizzata una procedura quantomeno anomala visto che per svolgere l’attività di gestione dei rifiuti, come previsto dal permesso a costruire bisogna richiedere l’autorizzazione unica alla regione e va convocata una conferenza dei servizi nella quale si esprime anche il comune. Cosa dobbiamo pensare? Perché ho dovuto richiedere un accesso agli atti per scoprire questa bella notizia? Perché l’amministrazione visto che ha sempre risposto ai miei post immediatamente con una violenza verbale senza pari, non si è degnata di fornirci uno straccio di spiegazione?
Che cosa dobbiamo pensare?
Non hanno dato importanza alla vicenda impegnati come sono ad attaccare e querelare chiunque chiede le spiegazioni? Se così fosse sarebbe bravissimo.
Non ci voleva molto per capire che quella struttura rappresentava una minaccia per il nostro territorio, sarebbe bastato studiarsi un minimo il caso per comprendere che la struttura aveva delle inquietanti similitudini con il caso dell’impianto andava a fuoco nel vicino Teano.
Siamo disposti ad accettare un tale scempio a casa nostra, in un territorio che vive di agricoltura e di eccellenze, di allevamenti di bestiame?
Ebbene io non ci sto!
In questi mesi mi sono dato da fare ho contattato l’associazione che sul territorio si stanno battendo per evitare che l’Alto Casertano si trasformi nella nuova Terra dei Fuochi, siamo pronti a sollevare il caso nelle sedi opportune e ha organizzare qualora ci fosse il bisogno manifestazioni di protesta alle quali saremo tutti chiamati a partecipare. Io farò tutto quanto nelle mie possibilità per impedire questo scenario”. (il video)
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