Vairano Patenora – Con senso di responsabilità istituzionale e nel rispetto del mandato conferitomi dai cittadini, ho rassegnato nell’ultimo Consiglio comunale in data 29/12/2025 le mie dimissioni dalla maggioranza consiliare, collocandomi tra i banchi della minoranza. Si tratta di una scelta ponderata, non facile, maturata nel tempo, resa inevitabile da una serie di criticità gravi e strutturali che hanno progressivamente compromesso il buon governo del territorio, rispetto alle quali non intendo assumere alcuna corresponsabilità politica.
Tra le principali motivazioni vi è l’ormai evidente stallo dei lavori pubblici, fermi da anni senza una programmazione credibile né risposte concrete: dalla casa Comunale al vallone di via Panoramica, dai lavori ai sentieri ancora senza collaudo, dal depuratore alle reti fognarie di Marzanello e Vairano Scalo. Opere strategiche rimaste incompiute o bloccate. Vairano Scalo attualmente sembra essere senza depuratore. l’Arpac ha raccomandato al Comune limitatamente al tempo strettamente necessario per l’ampliamento dell’impianto (mi auguro in tempi certi e soprattutto previsti nel progetto) di non bypassare assolutamente i reflui, ma assicurare un minimo di trattamento. Basta dare uno sguardo al canale adiacente al depuratore per vedere ad occhio nudo che il “liquido” che scorre sembra piuttosto un’acqua di scarico. Si stanno effettivamente rispettando le prescrizioni impartite? Può bastare un espurgo delle vasche ad evitare il danno ambientale ? Il Sindaco, gli Assessori, Il Direttore dei lavori stanno monitorando il tutto?
Particolarmente allarmante è la gestione della raccolta differenziata, precipitata ai minimi storici in termini percentuali: un Comune che non è più “Riciclone” come un tempo. La situazione è aggravata dalla mancata nomina del DEC, figura obbligatoria per il controllo e la qualità del servizio, la cui assenza espone l’Ente a inefficienze e criticità evidenti.
Il degrado urbano è sotto gli occhi di tutti: erbacce lungo marciapiedi e rotatorie compromettono visibilità e sicurezza stradale, garantite solo in occasione di processioni o eventi. Emblematica è la gestione del trattore tagliaerba noleggiato con canone mensile, utilizzato solo per pochi giorni al mese a causa di una cronica carenza organizzativa del personale. Una scelta economicamente irrazionale che configura un evidente spreco di risorse pubbliche, ancor più se confrontata con l’acquisto di una costosa auto di rappresentanza, che si sarebbe potuto evitare destinando quei fondi a mezzi realmente utili per il territorio e per la sicurezza stradale.
Gravi criticità emergono anche nei lavori di posa della fibra ottica, eseguiti in modo approssimativo, con strade lasciate in condizioni indecorose e prive di adeguati ripristini. Il tutto mentre si assiste a uno spreco sistematico di denaro pubblico per feste, ricevimenti e iniziative di facciata, a discapito dei servizi essenziali.
Non meno preoccupante è la gestione degli incarichi professionali e l’affidamento dei lavori pubblici alle imprese, spesso in contrasto con i principi del Codice dei Contratti, in particolare con il principio di rotazione e con l’esigenza di evitare conflitti di interesse strutturali. Analogo rilievo merita il ricorso ad avvocati esterni, nonostante la presenza sul territorio di professionisti locali di comprovata competenza.
Si segnala inoltre lo spreco di risorse per segnaletica e dissuasori della sosta, installati a distanze non conformi e incapaci di garantire reale sicurezza. Il caso di via Abruzzi appare emblematico: interventi più orientati a soddisfare equilibri interni che a risolvere concreti problemi di viabilità. L’eccessivo utilizzo di segnaletica in alcune strade periferiche dove sono stati installati costosi segnali verticali solo per accontentare qualche sponsor di questa Amministrazione, mentre in altre strade pericolose non si installa neanche un segnale idoneo ad indicare un incrocio e/o un bivio.
A ciò si aggiunge una grave beffa economica ai danni dei cittadini, ai quali è stata addebitata la tassa sulle acque reflue nonostante la prescrizione biennale, imponendo un onere ingiusto e difficilmente giustificabile. A tal riguardo segnalo la ridicola difesa di qualche Amministratore che addossa la colpa di ciò alla società di riscossione attuale. Nulla di più falso, la società non fa altro che adempiere al mandato dell’Ente e del responsabile dell’ufficio. A tal riguardo segnalo ai cittadini di Vairano che nel Consiglio comunale del giorno 08 Agosto 2025 è stato approvato dalla maggioranza l’ordine del giorno per affidare nuovamente il servizio di riscossione dei tributi a società esterne. (Saranno accordi pregressi ?? ).
Particolarmente grave è la vicenda del campo di calcio: un’opera dal costo di circa 2 milioni di euro interamente a carico del bilancio comunale, dunque delle tasche dei cittadini, priva di finanziamenti esterni e sospesa dall’ANAC per irregolarità amministrative nella redazione del bando pubblico. Un episodio che espone l’Ente a rischi economici e reputazionali di assoluta rilevanza.
Ulteriore elemento di forte criticità è rappresentato dalla variante al PUC, adottata “a macchia di leopardo”, priva di una visione organica di sviluppo e di discutibile qualità urbanistica. Lascia perplessi che l’adozione del PUC e delle varianti ancora oggi non si discutono in Consiglio comunale. Si vocifera nel paese che qualcuno stia prendendo tempo in modo da arrivare a ridosso delle prossime elezioni Comunali. Sarà veramente così? Vergognosa appare inoltre la gestione dei lavori della variante di Vairano Scalo: a fronte di oltre 6 milioni di euro spesi, l’arteria, ad oggi mai collaudata, presenta buche diffuse, rotatorie mai realizzate, tombini saltati e asfalto già deteriorato in più punti, segno evidente di una progettazione e di un’esecuzione carenti. Segnalo inoltre l’interruzione del servizio informazioni offerto dal Consorzio Idrico (oggi ITL SpA ). I cittadini di Vairano sono costretti a recarsi presso gli uffici di Vitulazio, Caserta ecc. Vergognoso se si considera che Vairano esprime un delegato (il Sindaco) nel Comitato Esecutivo Ente Idrico Campano e non si tutelino i diritti dei nostri cittadini e quelli di un intero territorio.
La tanto annunciata “Vairano città”, evocata nei comizi elettorali, è rimasta nei fatti uno slogan privo di contenuti, così come la nomina del Difensore civico mai avvenuta. Oggi ci troviamo di fronte a tre realtà — Vairano Patenora, Vairano Scalo e Marzanello — non sviluppate secondo le proprie vocazioni produttive e territoriali, sulle quali si sta pericolosamente alimentando un ritorno del campanilismo anziché una visione unitaria e inclusiva di crescita.
Il quadro complessivo restituisce l’immagine di una gestione della cosa pubblica fortemente accentrata, di fatto riconducibile all’esclusiva direzione del Sindaco e di qualche suo consigliere, con una progressiva marginalizzazione del ruolo collegiale della maggioranza e del Consiglio comunale.
Per queste ragioni, proseguirò il mio impegno politico dai banchi della minoranza, con rigore, autonomia e spirito costruttivo, nell’esclusivo interesse della comunità. Continuerò a esercitare un’azione di controllo, proposta e segnalazione affinché Vairano possa tornare ad essere amministrata con trasparenza, competenza e rispetto delle istituzioni. (nota a cura del consigliere Pasquale Delli Carpini)
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