ELEZIONI REGIONALI: Forza Italia e quella pazza voglia di qualche voto in più che “sacrifica” gli storici del partito

Caserta (di Libero del Monte) – Chi è che bussa di nuovo alla porta di Forza Italia? Ma soprattutto che significato assume dal punto di vista strategico e previsionale questa “fuga” di eletti nella colazione di centro sinistra verso Forza Italia? A conti fatti e guardando i recenti precedenti il partito a guida Fulvio Martusciello si sta trasformando a tutti gli effetti nella via più facile per l’ingresso diretto e senza difficoltà nel centro destra in vista delle imminenti elezioni regionali campane. A sentire rumors e voci ben addentro alle indiscrezioni sui nuovi ingressi, prende sempre più corpo fino ad essere considerata una certezza in attesa della sola ufficializzazione, dopo Zannini, in Provincia di Caserta anche l’attuale Assessore all’agricoltura ed anch’egli fedelissimo del Governatore De luca, Nicola Caputo, con il più classico “salto della quaglia” avrebbe varcato il confine del centro destra campana in vista della sua evidente candidatura in quelle fila. Ma andiamo per ordine e cerchiamo di analizzare, a prescindere dalla statistica percentuale e dai calcoli numerici, anche e soprattutto quegli effetti negativi che, evidentemente, i dirigenti di Forza Italia non hanno attentamente valutato. Tralasciamo per un attimo il discorso sulla coerenza rispetto ad un preciso insieme di valori e principi che formano l’ideologia di un partito e la appartenenza allo stesso e poniamo per un attimo l’attenzione sui risultati e sugli effetti di questi ingressi di nomi dal peso elettorale abbastanza rilevante per una Provincia piccola come quella di Caserta. Agli occhi della dirigenza Nazionale, a conti fatti, questi arruolamenti dal fronte (ex?) nemico dovrebbero comportare un rilevante innalzamento della percentuale provinciale di consensi, nel senso che, se consideriamo che Fratelli d’Italia alle Regionali del 2020 ha totalizzato 27.580 voti nella provincia di Caserta, pari al 7,22%, mentre Forza Italia ne ha conteggiati 20.635, pari al 5,40%, l’ingresso di due potenziali collettori di voti quali dovrebbero essere Zannini e Caputo potrebbero far schizzare le quotazioni del partito da loro (pre)scelto. Perché partiamo da questo dato? Perché come tutti sanno i voti che “contano” li portano i nomi e se si mette a paragone questo dato con i due “colpi elettorali” fatti da Martusciello, l’attuale primo partito, ovvero Fratelli d’Italia, rischia di passare in seconda posizione nello schieramento in Provincia di Caserta. Se Zannini e Caputo riescono, infatti, a portare a Martusciello una “dote elettorale” – ragionando sui dati del 2020 e sommando le loro preferenze potenziali – di circa 37.000 voti è evidente che in Provincia di Caserta Forza Italia corre seriamente il rischio (in positivo per loro) di diventare il primo partito della colazione e di staccare e non di poco Fratelli d’Italia. Questo sul piano delle proiezioni numeriche, ma quali effetti si prefigurano per quei candidati in pectore in procinto di misurarsi alle imminenti elezioni e che hanno sempre creduto e “militato” nel partito, senza farsi tentare da cambi di casacca e dai tanto di moda “salti della quaglia”?? Potrebbe succedere esattamente ciò che è capitato in Fratelli d’Italia alle Regionali del 2020 quando, un po’ in controtendenza rispetto alla linea “tradizionalista, di chiusura e di premiazione dei militanti storici” del partito si consentì l’ingresso del già Consigliere Alfonso Piscitelli proveniente dall’area De Luchiana. Il risultato fu che il Coordinatore Provinciale Gimmi Cangiano (da anni nel partito della Meloni) si vide soffiare il seggio al parlamento Regionale proprio da chi proveniva dallo schieramento opposto. Senza contare che una eventuale (e verosimile) affermazione elettorale di due nomi come Zannini e Caputo significherebbe la assegnazione dei primi due seggi in Consiglio proprio a loro, con buona pace di quanti hanno da sempre mantenuto la “barra a dritta” anche in periodi di tempesta e di minimi elettorali. Soprattutto e la domanda segna la fine di queste considerazioni preelettorali, i due nuovi arrivati, laddove eletti con i risultati sopra ipotizzati, si accontenteranno di fare le “pedine” (rectius gli uomini di partito) rispettando così i ruoli di chi, seppur non eletto, si trova da sempre in quel partito testimoniando coerenza ed attaccamento agli ideali di Forza Italia? A volte le scelte “strategiche” scontentano e mortificano gli uomini di partito che si vedono così sorpassati e declassati dagli arrivi estemporanei ed opportunistici che, nella maggior parte dei casi ed alla prima occasione, ripetono il copione delle banderuole, girando esattamente là dove gira il vento.

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