Santi Cosmo e Damiano – I genitori di Paolo, il 15enne morto suicida pochi giorni fa, hanno rotto il silenzio ed hanno denunciato la grave situazione che pesava sul ragazzo. Alcuni anni fa segnalarono gli episodi ma i servizi sociali non furono mai attivati. “Mio figlio era un perseguitato, al funerale è venuto solo un compagno. Ora voglio giustizia”, sono le parole della madre di Paolo.
Tutto inizia cinque anni fa, con una denuncia ai carabinieri di Santi Cosma e Damiano presentata dalla famiglia mentre il bambino, Paolo, frequentava ancora la quinta elementare all’istituto “Guido Rossi”. Il bullismo avrebbe avuto un volto psicologico ma anche fisico: derisioni, umiliazioni, aggressioni e battute feroci sulla sua statura mingherlina e sul fatto di essere “troppo sensibile”, come se fosse un difetto.
Dopo la prima denuncia, Paolo viene trasferito all’istituto comprensivo “Alfredo Fusco” nel vicino comune di Castelforte. Qui, raccontano i familiari, gli episodi di esclusione e derisione non si fermano. Arrivano le superiori e il ragazzo si iscrive al “Pacinotti”, sede distaccata di Santi Cosma e Damiano dell’Iis di Fondi: anche lì la famiglia sostiene di aver continuato a segnalare. Ogni passaggio lascia traccia: verbali firmati, mail, note interne.
La Procura di Cassino ha aperto un’inchiesta con l’ipotesi di istigazione al suicidio, delegando ai carabinieri l’acquisizione e l’analisi forense di tutto il materiale digitale: il pc di casa, lo smartphone di Paolo, i telefonini di diversi compagni sequestrati a scuola. Intanto il ministro dell’istruzione e del merito Giuseppe Valditara, al quale il fratello Ivan aveva inviato una lettera accorata chiedendo giustizia, ha espresso cordoglio e ha disposto due ispezioni: una sugli anni di scuola media e un’altra sull’istituto superiore “Pacinotti”.
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