Taeno incendio Campania Energia

TEANO – Disastro ambientale ai Palmieri, Rubano interroga i Ministri: cosa intendete fare?

TEANO –  L’onorevole Rubano, di Forza Italia, interroga il ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica, al Ministro della salute, al Ministro dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, al Ministro dell’interno, in merito al rogo che lo scorso 16 agosto ha divorato tonnellate di rifiuti depositati all’interno dei capannoni di Campania Energia. Azienda ubicata in località Palmieri, nel territorio di Teano, quasi al confine con Riardo.

L’interrogazione:
il 16 agosto 2025, un vasto incendio ha colpito il sito di stoccaggio di Campania Energia in località Palmieri, a Teano (Ca- serta), distruggendo i 40.000 metri quadrati di un deposito di materiali plastici e gom- mosi. Un forte odore di combustione è stato seguito da esplosioni e fiamme altissime. Un’enorme nuvola di fumo nero ha interessato diversi comuni del casertano e dell’agro caleno;
sul posto sono intervenute squadre operative dei vigili del fuoco da Piedimonte Matese, da Teano e da Afragola, sotto il coordinamento del comando di Napoli. A supporto, sono state mobilitate due auto- botti provenienti dalla sede centrale di Ca- serta e dal distaccamento di Aversa. Solo il 30 agosto 2025  l’incendio  è  apparso  del tutto domato;
su richiesta dei sindaci dei comuni limitrofi l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Campania sta monitorando i parametri di inquinamento dell’aria e dei terreni. È stato attivato anche il nucleo (Nbcr) per la gestione del rischio chimico. Nel corso di una seduta presso la commissione ambiente della regione Campania i sindaci hanno richiesto, oltre a una maggiore tutela del territorio, indagini accurate per verificare i danni sui terreni e le colture agricole;
i monitoraggi effettuati al momento dell’incendio hanno evidenziato la presenza nell’aria delle zone interessate dall’incendio e dalla ricaduta dei fumi di diossine, furani e policlorobifenili in percentuale superiori ai limiti di riferimento. Nei giorni successivi i valori sono rientrati nelle soglie ammesse. Tuttavia sono stati attivati ulteriori rilevatori in un ampio raggio at- torno al sito dell’incendio;
sulle cause dell’incendio viene mantenuto il massimo riserbo, anche se l’ipotesi che si sta accreditando in questi giorni appare quella dolosa. Appare alta la possibilità di sussistenza di illeciti amministrativi e responsabilità penali;
dopo lunga battaglia il comune di Teano aveva visto riconosciute le proprie ra- gioni (Tar Campania, sentenza 21 aprile 2022 n. 2748) in merito all’incompatibilità del sito distrutto dalle fiamme con la propria pianificazione territoriale, ottenendo la sospensione dell’attività di recupero rifiuti, la demolizione delle opere abusive e il ripristino dello stato dei luoghi. Di conseguenza la regione aveva revocato l’autorizzazione precedentemente rilasciata a Campania Energia;
nella tarda primavera del 2025 il tribunale  aveva  sequestrato  l’impianto  e  nominato il custode giudiziario nelle persone del sindaco di Teano e del presidente della provincia;
il 28 agosto 2025 i cittadini residenti più prossimi alla « zona rossa » del rogo tossico del 16 agosto 2025 hanno inviato una Pec all’indirizzo degli organi competenti chiedendo provvedimenti urgenti per il controllo delle diossine, furani, policlo-robifenilidiossina-simili e polveri sottili presenti nel sangue e/o e nei tessuti di suddetti residenti;
Coldiretti ha manifestato la volontà di costituirsi parte civile nel caso in cui siano avviati  procedimenti;
la Campania e in particolare le aree del casertano sono da tempo al  centro  di una crisi ambientale senza precedenti: secondo i dati di Legambiente dal 2000 al 2023 la regione ha registrato oltre 23.000 illeciti ambientali con più di 24.000 persone denunciate e 11.000 sequestri;
il rogo di Teano è avvenuto in concomitanza con altri eventi similari quali quelli delle ex discariche So.Ge.Ri., in località Bortolotto a Castelvolturno o quello di un’area di sversamento rifiuti posta sotto sequestro a Boscoreale, avvenuto nel corso degli incendi che hanno afflitto l’area ve- suviana nell’agosto 2025. È opportuno domandarsi se tali incendi non siano coordinati tra loro nel quadro di una strategia volta a distruggere prove di attività illecite o più semplicemente a liberarsi degli oneri di bonifica:
quali iniziative di competenza intendano porre in essere i Ministri interrogati a tutela della qualità dell’aria, della salute e della produzione agricola dei cittadini e delle attività economiche coinvolti dagli ef- fetti dell’incendio descritto in premessa.

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