Santi Cosma e Damiano (di Giovanna Cestrone) – Si sono svolti oggi i funerali di Paolo Mendico, il giovane di 15 anni che si è tolto la vita nella sua stanza, nella mattinata dell’11 Settembre scorso. Doveva essere il suo primo giorno di scuola ma è diventato l’ultimo della sua vita. Il Santuario della cittadina, stamattina è stato il luogo del dolore, dello sconforto, del grido silenzioso e composto di una famiglia che non ha mai abbandonato il proprio figlio. Colpisce molto il messaggio di un’amica della mamma Simonetta, divulgato qualche ora fa e che fa ben capire quanto Paolo sia stato sempre al centro dell’attenzione dei suoi cari. “Cassino (cittadina di origine della madre del 15enne), oggi è una città più vuota.
Il vuoto che lascia un ragazzo di soli quindici anni, Paolo, è qualcosa che nessuno sa colmare.
Un’anima buona, silenziosa, fatta di cose semplici: la pesca con il papà, i dolci in cucina con la mamma, la chitarra suonata per le sue sorelle. Un ragazzo che non ha mai cercato di assomigliare agli altri, e forse per questo è diventato un bersaglio. La sua famiglia, però, non l’ha mai lasciato solo. Simonetta, sua madre, è una donna che conosco da una vita. Siamo cresciute insieme, condividendo i banchi delle elementari. Era già allora una bambina educata, sensibile, profonda. E ha cresciuto i suoi figli con gli stessi valori: il rispetto, la cura, la rettitudine. Simonetta ha combattuto. Ha chiesto aiuto, ha denunciato, ha protetto Paolo ogni giorno, con tutta la forza che solo una madre sa trovare.
La famiglia ha provato in tutti i modi a reggere quel peso, a difendere una fragilità che non era debolezza, ma solo un cuore più sensibile degli altri. Ma forse qualcosa, attorno a loro, è venuto meno. Forse il mondo fuori – quello delle istituzioni, della scuola, di chi avrebbe dovuto ascoltare – non ha capito fino in fondo quanto fosse urgente intervenire. E adesso resta il dolore. Immenso. Ingiusto. E la certezza che questa famiglia non ha nulla da rimproverarsi. Hanno fatto tutto. Hanno fatto di più. Paolo ora è altrove, in un posto dove forse si può essere se stessi senza dover lottare per ogni respiro. E noi, qui, restiamo con la responsabilità di imparare a guardare meglio, a capire prima, ad ascoltare davvero”, scrive profondamente addolorata l’amica di famiglia Angela.
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