TEANO – Lo scorso 7 agosto 2025, i carabinieri della stazione di Teano effettuarono un intervento in prossimità del canale di scarico utilizzato dall’azienda per sversare all’esterno i reflui delle lavorazioni. Furono prelevati campioni che i militari dell’arma teanese inviarono ai laboratori per le necessarie analisi. Dopo oltre un mese l’Arpac ha fornito i risultati di quelle analisi, è arrivata la conferma che le acque scaricate dal caseificio Sorì all’interno del fosso, a circa 150 metri dallo stabilimento, erano inquinanti perché avevano parametri che sforavano i limiti imposti dalla legge. Quei prelievi vennero effettuati dai carabinieri della locale stazione, guidati dal maresciallo Canelli. Gli stessi militari dell’arma hanno notificato ai responsabili della struttura produttiva una sanzione amministrativa che prevede una contravvenzione che può arrivare fino a 30mila euro per violazione art. 133 codice della legge emanata a tutela dell’ambiente.
E’ la seconda volta che l’azienda subisce una sanzione del genere, la prima, infatti, fu erogata a seguito dei prelievi eseguiti circa 15 giorni prima. Anche in quel caso le acque di scarico erano inquinanti.
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