Pietramelara – L’archeocammino dei Sanniti, il progetto di Caiazza per il municipio pietramelarase

Pietramelara – La Regione Campania che aveva emanato un avviso per la candidatura di Cammini lenti e sostenibili, sul tipo fella Via Francigena, con decreto dirigenziale del 7 agosto ha approvato la lista dei Cammini ammessi all’iscrizione, in numero di 22 su oltre quaranta candidature. Come è noto i cammini lenti e sostenibili dalle comunità attraversate generano coesione senso di identità ed anche economia, come è dimostrato dall’importante fioritura di B&B sulla Via Francigena.
Dei Cammini finanziati ben due interessano il Montemaggiore e il Matese: il Cammino di San Michele Arcangelo, promosso dai Gruppi Archeologici d’ Italia e dal Centro studi sul Medioevo di Terra di Lavoro  e  che da Procida raggiunge santuari eremi grotte sacre Torre del Greco. Pompei, Roccarainola, Avella, Arienzo, Maddaloni, Caserta Vecchia S. Angelo in Formis, Camigliano. Rocchetta e Croce, Liberi, S. Angelo dì Alife Lago Matese, per poi continuare verso il Santuario di san Michele del Monte Gargano. Per saperne di più si vada al link https://www.camminodellangelomichele.com/.  Altro Cammino che interessa l’alta Terra di Lavoro ammesso all’iscrizioen all’Albo dei Cammini e al relativo finanziamento è l’archeocammino dei Sanniti, candidato dal Comune di Pietramelara, ed ideato dall’ Avv. Domenico Caiazza, archeologo e storico dei Sanniti. Parte dal grande hub culturale di Pompei, tocca gli anfiteatri e i musei di Nola ed Avella, le mura megalitiche di Maddaloni Castel Morrone, Pian di Monte Vernail santuario di Diana Tifatina, Monte Castellone di Camigliano, Le Grotte di Seiano il ponte Romano di Assano, il tempio Teatro di Pietravairano, le cinte megalitiche di Raviscanina, Pratella, Capriati a Volturno, Letino, Castello Matese, Piedimonte Matese., e potrà continuare verso il Beneventano e il Sannio Molisano, unendo Capua Capitale dei Sanniti Campani a Boiano Capitale dei Pentri. Si tratta di due cammini potenzialmente da costa a costa per guidare turismo lento, sostenibile ed esperenziale dai frequentatissimi siti religiosi e turistici costieri all’hinterland ricco di natura spiritualità, monumenti archeologici, ma escluso dai grandi circuiti., per combattere lo spopolamento e rinvigorire la resilienza. Ora i Capofila debbono compilare e trasmettere nei termini, entro i primi di ottobre, i documenti per ottenere l’erogazione dei fondi per avviare il tracciamento sul terreno e con GPS dei percorsi.

 

 

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