PIGNATARO MAGGIORE – Era il 2012 quando l’allora sindaco Raimondo Cuccaro fu travolto dalle proteste per la perdita degli uffici Asl di Pignataro Maggiore. La sede di via Gramsci, un edificio comunale nato come asilo nido e già usato dopo il sisma degli anni Ottanta come sede municipale provvisoria, chiuse per essere accorpata alla struttura sanitaria di Capua. Da quel momento i cittadini di Sparanise, Pignataro Maggiore, Calvi Risorta, Giano Vetusto, Rocchetta e Croce, Camigliano e Pastorano rimasero senza un presidio locale. A settembre dello stesso anno la maggioranza consiliare provò a rivendicare un risultato, annunciando che i locali non sarebbero stati dismessi e che almeno il servizio veterinario sarebbe rimasto attivo a Pignataro. La notizia fu accolta nei comuni del distretto come una beffa, perché mentre gli utenti avrebbero dovuto recarsi a Capua per ogni necessità, a Pignataro restava solo un ufficio utile soprattutto agli allevamenti e non ai cittadini comuni. Oggi anche questo presidio veterinario viene trasferito altrove, e non per decisione dell’Asl ma su richiesta dell’attuale amministrazione comunale che ha bisogno di spazi per ospitare le classi delle scuole in ristrutturazione. Tra i cittadini cresce la perplessità: chi per anni ha chiesto servizi sanitari di base ora si ritrova senza nulla, mentre il servizio veterinario, già considerato secondario rispetto alle esigenze delle famiglie, è stato sacrificato. In molti si domandano se le aule del plesso di Monteoliveto, ormai copletamente vuoto, non potessero rappresentare una soluzione alternativa per evitare l’ennesimo svuotamento di funzioni pubbliche da Pignataro.
FOTO DI REPERTORIO
PaeseNews quotidiano di Terra di Lavoro online Le notizie di Caserta e provincia