BAIA E LATINA – Scuola Primaria, carte mancanti e verità sospese: l’affondo di Gianfrancesco sulla trasparenza tradita

BAIA E LATINA – I “protocolli” non sono formalità burocratiche: sono la traccia scritta di come è stata gestita la Scuola Primaria di Baia Centro mentre sul tetto si svolgevano lavori di efficientamento energetico, con i bambini ancora in classe. Il prot. n. 0001562 del 28 marzo 2025 porta la firma dell’Ufficio Tecnico ed è la risposta ufficiale all’istanza di accesso agli atti presentata da 30 genitori. Una risposta che nella seduta del Consiglio Comunale del 27 maggioverbalizzata al n. 5, — viene riproposta praticamente identica, come se il confronto con le famiglie e con i consiglieri potesse essere liquidato con un copia e incolla. In quella stessa data, però, entra agli atti un documento ben diverso: il prot. n. 0002582, cioè l’intervento scritto del Consigliere d’Opposizione Pietro Gianfrancesco, depositato e illustrato in aula per denunciare ciò che manca e ciò che il Comune continua a non consegnare. Entrambi gli atti sono disponibili per gli approfondimenti del caso al seguente link. Non dettagli marginali, ma atti fondamentali per ricostruire la verità dei fatti. È qui che la parola “trasparenza” smette di essere uno slogan e si trasforma in una cartina di tornasole: quando negli atti ufficiali mancano i documenti fondamentali non resta che il sospetto di ciò che si vuole nascondere. La versione dell’amministrazione è questa: lavori sul tetto “a regola d’arte”, chiusi il 12 marzo, nessuna interferenza con la didattica e, di conseguenza, nessun DUVRI. Ai genitori che hanno chiesto accesso agli atti vengono consegnati soltanto un ordine di servizio per scaglionare gli accessi e alcuni stralci del POS dell’impresa: materiale insufficiente a dimostrare che, in una scuola in attività, siano state adottate tutte le cautele previste dalla legge.

Primo nodo irrisolto: il PSC. Pietro Gianfrancesco sottolinea come manchi il Piano di Sicurezza e Coordinamento, il documento che avrebbe dovuto governare fasi, interferenze e misure collettive del cantiere. Mancano anche i verbali di sopralluogo del RSPP e del Dirigente Scolastico con eventuali prescrizioni, così come non risultano comunicazioni preventive alle famiglie sui tempi e sugli impatti. Una lacuna grave ribadisce il consigliere, soprattutto alla luce di ciò che è accaduto: rumori in classe il 24 febbraio, infiltrazioni d’acqua il 25, chiusura del plesso per tre giorni. Senza PSC e senza verbali, l’asserita “assenza di interferenze” resta soltanto un’opinione, non una prova.

Altro punto dolente: i materiali. Anche qui Gianfrancesco denuncia come il Comune rassicuri a parole, ma non alleghi alcun documento probante: mancano le Dichiarazioni di Prestazione (DoP), la marcatura CE, le Schede di Dati di Sicurezza, le classi di reazione al fuoco e le istruzioni di posa dell’isolante. Tasselli indispensabili — sottolinea — se, come segnalato in aula, è stata utilizzata lana di vetro. “Parole al posto delle carte”, insiste, “e in materia di sicurezza non è accettabile.”

Capitolo efficientamento: Se l’obiettivo dichiarato era migliorare le prestazioni energetiche, Gianfrancesco ricorda che a chiusura lavori devono esserci prove misurabili: l’APE post-intervento, confrontato con quello ante, e una relazione energetica di fine lavori. Nei plichi ufficiali, però, questi riscontri non compaiono. “Senza questi dati,” osserva il consigliere, “l’efficientamento resta un titolo, non un risultato.”

Il consigliere tira le somme con parole che pesano come un atto d’accusa: per Gianfrancesco quello che manca è il cuore stesso del fascicolo. Il PSC e i verbali per capire come si è lavorato accanto agli alunni; le certificazioni dei materiali per sapere cosa è stato messo sul tetto; l’APE per verificare se l’efficientamento esiste davvero. “Questa non è una disputa di carte bollate — incalza — ma di responsabilità concrete. Quando i documenti mancano, non manca solo la burocrazia: manca la credibilità, manca il rispetto verso la comunità che chiede chiarezza. E la trasparenza non è un optional: è l’unico modo per dimostrare che la legalità non è un concetto astratto, ma un dovere concreto verso i cittadini.

Nota a cura di Pietro Gianfrancesco

 

 

Una vicenda che non si chiude qui. Il 22 ottobre 2025 il TAR Napoli tornerà infatti a pronunciarsi sulla legittimità delle scelte compiute dall’Amministrazione, dopo aver disposto una verificazione tecnica affidata al Genio Civile di Caserta. Sarà quella l’occasione in cui le carte mancanti e le contraddizioni denunciate in Consiglio potranno essere finalmente valutate da un organo terzo e indipendente. Per Gianfrancesco e per i genitori, non è solo una battaglia per un edificio, ma per il diritto alla verità e per una scuola che sia davvero luogo di sicurezza, dignità e crescita.

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