Vairano Patenora – Ci sono alcune foto che sono più emblematiche di mille parole. Le foto che abbiamo pubblicato testimoniano la “pioggia” nera caduta su tutta l’area del vairanese e non solo. Una polvere sottile e nera, simile a cenere, si è depositata su auto, terrazze, case e piscine della zona. Diversi cittadini ci hanno segnalato la cosa inviandoci anche alcune foto. Tutto generato dall’incendio che sta divorando una fabbrica di rifiuti – da qualche anno priva diautorizzazione – in atto in località Palmieri, nel territorio del comune di Teano. Il vento, ieri sera come oggi, trasporta la nube tossica verso Vairano. (guarda il video del disastro)
Si tratta chiaramente di polveri pericolose che potrebbero provocare danni anche alla salute dell’uomo in caso di inalazione o ingestione (attraverso verdure o acqua). Quando c’è una grossa combustione di materie plastiche o materiale infiammabile, nell’immediato si vede la nube accompagnata da inquinanti gassosi tossici. Gli effetti immediati tossici si hanno sia da parte dei gas sia dalle polveri sia per i contenuti delle polveri. Sostanze che a lungo andare possono contribuire allo sviluppo di tumori.
Le polveri sottili, il cosiddetto particolato fine, può entrare nei polmoni ed è tossico in quanto tale, perché intasa i polmoni, può favorire problemi di circolazione e, per esempio, l’enfisema polmonare, indipendentemente da cosa contiene. Provoca danni a livello cellulare. In più il particolato può contenere delle sostanze tossiche, quindi all’effetto prettamente fisico si sovrappone un effetto chimico. Gli inquinanti che fanno più male sono gli idrocarburi policiclici aromatici e altri composti simili. (guarda il video del disastro)
Cosa può fare il cittadino:
Lavare gli ortaggi a foglia larga, che trattiene di più le polveri, con acqua potabile per levare tracce di contaminanti. Non far mangiare il foraggio dell’area contaminata agli animali se no poi i contaminanti si rischia di ritrovarli nel latte. Lavare e sbucciare la frutta. Le piante hanno una superficie che protegge l’interno da ciò che c’è all’esterno: una minima parte magari penetra, ma la gran parte rimane sulla superficie.
In quanto tempo si smaltisce l’inquinamento prodotto da un incendio del genere?
La maggior parte degli inquinanti tende a essere degradata molto rapidamente. Gli idrocarburi policiclici aromatici in media spariscono nell’arco di una giornata. Un inquinante organico gassoso probabilmente anche, perché esistono sostanze nell’aria stessa che tendono a decomporlo.
La diossina è l’aspetto più pericoloso, se c’è, tende a conservarsi. Si calcolò che la diossina di Seveso impiegò 14 annoi prima di scomparire dall’ambiente e quindi dal ciclo alimentare.
L’Arpac già da ieri sera, nell’immediatezza dell’incendio sta monitorando la zona per capire il livello di inquinamento prodotti dal rogo. In particolare il personale Arpac ha avviato il monitoraggio di diossine, furani, policlorobifenili dispersi in atmosfera nell’area interessata.
Diossine furani e policlorobifenili costituiscono tre delle dodici classi di inquinanti organici persistenti, riconosciute a livello internazionale: si tratta di prodotti particolarmente stabili e considerati tossici sia per l’ambiente che per l’uomo. Il presente opuscolo è stato redatto per raccogliere in modo unitario le informazioni di base di natura tecnica, scientifica e giuridica relative a queste sostanze. (guarda il video del disastro)
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