Sessa Aurunca / Santa Maria Valogno – Grande affluenza di pubblico al concerto del cantante napoletano Franco Ricciardi a conclusione dei tre giorni di festeggiamenti che si sono svolti nella frazione aurunca in onore di Maria SS. Assunta. Spettacolo bellissimo ma pubblico poco soddisfatto per come è stata organizzata l’accoglienza dei forestieri che si sono dovuti arrangiare tra parcheggi insufficienti, lontani dal paese, e una navetta che si faceva attendere all’infinito. Lodevole il lavoro del comitato e delle forze intervenute sul posto che, qualcuno però, ha reputato eccessive, “nemmeno fosse in corso un convegno tra i grandi della terra, stile vertice Trump-Putin”. Le strade del borgo sono state chiuse dalla polizia municipale in largo anticipo rispetto all’orario di inizio dello spettacolo e, chi giungeva sul posto da lontano, era costretto a fare marcia indietro o a parcheggiare nelle aree di sosta predisposte a km di distanza, con una navetta insufficiente e sporadica. “Una vera delusione nn ci hanno fatto passare da nessuna parte tutto bloccato”, è uno dei commenti negativi comparsi su una pagina social di un comitato locale molto famoso. Qualcuno arrivato da altri paesi limitrofi, con familiari al seguito con scarse capacità di deambulazione, (perché si sa che non tutti hanno la fortuna di possedere il cartellino di invalidità con 7 o 8 ernie alla schiena), è stato smistato verso altre vie di accesso da un paese confinante e puntualmente invitato a tornare indietro. D’altronde com’è che si dice? “Se uno non sta bene può anche starsene a casa”. I posti a sedere poi, fosse anche una pietra di fortuna trovata da qualche anziano per riposare un po’ le gambe, tutti transennati. A dire il vero quelle stesse pietre dietro le transenne, dopo una mezz’ora di concerto, hanno comunque dato ospitalità ad altre persone, alla “chi figli e chi figliastri”, ma va bene così. Per una questione di “sicurezza” si affronta questo ed altro. Troppi divieti però, troppe restrizioni, troppi “altolà, qui non si passa, qui non si sosta, qui non si parla, qui non si respira”! Per restare in tema musicale, sembrava di poter cantare la canzone di Enzo Salvi “quella macchina là devi metterla qua” o peggio ancora “il vecchietto dove lo metto, dove lo metto non si sa”, ma va sempre bene così. Tutto bello sicuramente, spettacolo meraviglioso, plauso al comitato, ricchi premi e cotillon ma tutto un po’ troppo “too much”, nervosismo e ansia di QUALCHE organizzatore compreso. Eppure un bagno di umiltà ogni tanto fa pure bene, in nome della famosa ospitalità meridionale. Alla fine, anche se qualcuno ha deciso all’ultimo minuto di modificare itinerario della serata, causa parcheggi lontani ed eccessive blindature, come ogni festa che si rispetti, il Santo è gabbato e l’arrivederci è all’anno prossimo, in uno dei tanti, bellissimi borghi del territorio aurunco.


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