Stressed man frustrated with electronic devices in office

Cos’è il burnout, come riconoscerlo ed affrontarlo

Quando manifestiamo un malessere fisico ci rivolgiamo rapidamente ad uno specialista ma non facciamo lo stesso quando riguarda la sfera psicologica, e i risultati si vedono. Secondo un’indagine recente di Cenesis, oltre il 31% dei lavoratori dipendenti riconosce sintomi riconducibili al burnout e il rischio si alza addirittura a 8 italiani su 10. Statistiche incredibilmente allarmanti che vedono la popolazione ignorare i primi segnali provando ad intervenire solo quando è troppo tardi.

Ma cos’è il burnout? Come si può risolvere e quali sintomi dovrebbero allarmarci?

Dai corsi di mindfulness con professionisti del settore come Simone Gatto a trovare un equilibrio nella propria vita, fino all’utilizzo di paletti per arginare i propri spazi: ecco tutto ciò che c’è da sapere.

Cos’è il burnout e come riconoscerlo

No, il burnout non è la sensazione di stanchezza ma uno stato di esaurimento fisico, emotivo e mentale causato da lunghi periodi di stress. Il campo lavorativo è quello più comune, ma può manifestarsi persino in famiglia o in sfere private. Va ben oltre l’essere stressati: ci si sente svuotati, senza energia, si perde la motivazione persino nelle attività che appassionano.

I sintomi più comuni che dovrebbero allarmare sono:

  • Affaticamento cronico. Vi sentite sempre stanchi, anche dopo una notte intera di sonno;
  • Distacco emotivo. Iniziate a percepire un senso di cinismo verso il lavoro o le persone che vi circondano;
  • Calata produttività. Ogni compito sembra insormontabile, la concentrazione è al minimo;
  • Disturbi fisici. Mal di testa frequenti, problemi gastrointestinali, insonnia;
  • Irritabilità. Vi sentite costantemente sotto pressione e reagite in modo sproporzionato.

Ma come fare per intervenire e superarlo?

Corsi di mindfulness

Secondo gli esperti, uno dei modi migliori per combattere il burnout è imparare l’arte della mindfulness. Non si tratta solo di “meditazione” nel senso comune del termine, ma di un vero e proprio allenamento alla consapevolezza.

Cosa significa? La pratica ci aiuta ad ascoltare noi stessi nel presente, a osservare i pensieri senza giudizio e a riconoscere lo stress prima che diventi una bomba a orologeria. Come fare dunque? Chiedendo il supporto di professionisti come Simone Gatto si potranno seguire corsi di mindfulness e lezioni anche a distanza.

Come iniziare?

  • Dedicatevi 10 minuti al giorno, magari al mattino, in silenzio, focalizzandovi sul respiro;
  • Utilizzate app guidate, che offrono meditazioni specifiche contro l’ansia e il sovraccarico mentale;
  • Non forzatevi: basta osservare il proprio corpo mentre si cammina o si beve un tè può diventare un atto di mindfulness.

La pratica ci aiuta a creare uno spazio interiore dove poterci rifugiare nei momenti di maggiore pressione. E piano piano, ciò che prima ci travolgeva inizierà ad avere meno potere su di noi.

Imparare a dire no

Siamo abituati a dire “sì” a tutto, per paura di deludere, per senso del dovere o semplicemente perché ci è stato insegnato che essere disponibili è una virtù. Eppure, il confine tra disponibilità e sfruttamento personale è spesso sottile, quasi invisibile. Imparare a mettere dei limiti non è un atto di egoismo, ma un gesto di autodifesa fondamentale.

Se siamo già al limite con scadenze, carichi e deadline non possiamo permetterci di accettare nuovi incarichi. Chiaramente serve coraggio per dire no e mettere uno stop in termini di orari e produzione ma non dobbiamo sentirci in colpa se decidiamo di staccare quando il nostro turno è finito.

È altrettanto importante imparare a comunicare i propri bisogni: dire “non ce la faccio” non significa fallire, ma avere consapevolezza dei propri limiti. Dare priorità al nostro tempo e alla nostra salute mentale è un atto di rispetto verso noi stessi. Solo così possiamo evitare di implodere sotto il peso delle aspettative che ci circondano.

Creare un equilibrio tra lavoro e vita privata

Se i confini sfumano tra lavoro e vita privata ci ritroviamo con email a cena, chiamate nel weekend e impegni che vengono trasportati nei nostri momenti liberi azzerrandoli completamente.

Per evitare tutto questo, dobbiamo imparare a riappropriarci del nostro tempo.

Riscoprire le passioni è un ottimo inizio: che si tratti di leggere un libro, dedicarsi a un hobby creativo, fare sport o cucinare, è fondamentale concedersi momenti in cui possiamo rigenerarci.

Non dobbiamo fare tutto insieme. Il segreto? Le piccole routine di decompressione: passeggiare all’aperto, leggere un libro prima di dormire o concederci momenti di relax in cui respirare e goderci il dolce far niente.

Non bisogna vedere il burnout come un fallimento ma come un campanello d’allarme del corpo che ci invita a ripensare alle nostre priorità. Non dobbiamo attendere però di arrivare al punto di rottura, prima si interviene e prima si risolve. La strada per il cambiamento inizia con una semplice domanda: come ci sentiamo davvero? E da lì, passo dopo passo, possiamo ritrovare l’equilibrio che meritiamo.

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