SESSA AURUNCA – Valle dei Mulini, il Parco Urbano della Maddalena è ufficialmente di interesse regionale

SESSA AURUNCA (di Alessia Maria Corbo) – Il Parco Urbano della Maddalena nella Valle dei Mulini è ufficialmente un Parco Urbano di Interesse Regionale. La notizia è stata formalizzata nei giorni scorsi dalla Giunta della Regione Campania, che ha riconosciuto il valore storico, naturalistico e sociale dell’area, accogliendo la proposta avanzata dal Comune di Sessa Aurunca attraverso l’apposita perimetrazione approvata con delibera n. 305 del 30 novembre 2022. Il riconoscimento, previsto ai sensi della Legge Regionale n. 17 del 2003, rappresenta un traguardo strategico per il futuro del territorio: consente infatti di accedere a finanziamenti regionali destinati alla valorizzazione delle aree verdi urbane, con l’obiettivo di promuovere nuove forme di tutela, turismo sostenibile, riqualificazione ambientale e inclusione sociale. Ma, soprattutto, suggella una storia nata dal basso, fatta di volontariato, amore per la città e senso civico. Situato tra le pendici meridionali del centro storico e la zona di Marzuli, il Parco della Maddalena è oggi una delle aree più affascinanti dell’intero comprensorio aurunco. Comprende sentieri naturalistici, corsi d’acqua, grotte tufacee, antiche dighe, resti di mulini ad acqua e un ponte medievale che, secondo gli storici locali, collegava un tempo l’abitato al versante meridionale della collina. Alcune recenti ipotesi, supportate da ricerche storiche e cartografiche, indicano che proprio in quest’area potrebbero celarsi i resti dell’antico anfiteatro romano di Sessa Aurunca, tuttora non localizzato con certezza. Un sito potenzialmente dirompente, che se riportato alla luce potrebbe costituire una delle più importanti scoperte archeologiche degli ultimi decenni nel Sud Italia. Ma ciò che rende davvero speciale questa storia è la sua origine. Non si tratta di un progetto pianificato a tavolino, ma del frutto spontaneo dell’impegno di un gruppo di giovani del Quartiere Duomo, che nel pieno della pandemia – maggio 2020 – decisero di restituire dignità a un’area da anni in stato di abbandono. Con rastrelli, machete e tanta forza di volontà, iniziarono a ripulire il rio della Maddalena dalla vegetazione, riportando alla luce ciò che restava degli antichi mulini, delle dighe e di percorsi ormai perduti. Quel nucleo di volontari ha poi dato vita all’associazione “Dalla Maddalena alla Valle dei Mulini”, oggi presieduta dall’avvocato Giancarlo Filippelli. «Questo traguardo dichiara Filippelli ci riempie di orgoglio perché rappresenta il coronamento di un lungo cammino, fatto di passione e spirito civico. Siamo partiti dal nulla, con pochi mezzi e tanta voglia di restituire alla città un luogo dimenticato. Ora che il Parco è stato riconosciuto a livello regionale, potremo contare su strumenti concreti per la sua valorizzazione. È un sogno che diventa realtà, ma anche linizio di una nuova fase». Determinante per il riconoscimento è stato il ruolo delle istituzioni, a partire dal Comune di Sessa Aurunca che ha avviato l’iter tecnico e urbanistico attraverso il settore Assetto del Territorio. La delibera comunale n. 305/2022, approvata su impulso del Sindaco Lorenzo Di Iorio, ha tracciato i confini dell’area e definito lo schema di accordo con il Parco Regionale di Roccamonfina-Foce del Garigliano. «Siamo fieri di questo risultato commenta il sindaco Di Iorio perché nasce dalla collaborazione tra cittadini e amministrazione. Abbiamo creduto fin dallinizio nella forza simbolica e concreta di questo luogo. Il riconoscimento regionale ci permette ora di costruire un percorso strutturato di rigenerazione urbana e ambientale. Il Parco della Maddalena è destinato a diventare un riferimento per tutta la città, e non solo». Tra i principali promotori del riconoscimento anche il Presidente del Consiglio Regionale della Campania, Gennaro Oliviero, che ha seguito da vicino tutte le fasi dell’iter e si è fatto portavoce della proposta presso la Regione. «Ho sostenuto con convinzione questo percorso spiega Oliviero perché ritengo che il Parco della Maddalena rappresenti un bene comune, un pezzo di identità urbana e collettiva da proteggere e valorizzare. Oggi, grazie a questo riconoscimento, sarà possibile far convergere risorse e progetti regionali in grado di rigenerare larea, con benefici concreti per i cittadini e nuove prospettive di sviluppo culturale, turistico e ambientale». Con il riconoscimento ufficiale, il Parco della Maddalena entra nel Sistema dei Parchi Urbani della Campania, acquisendo una nuova centralità nelle politiche ambientali e culturali regionali. L’obiettivo è ora attivare interventi mirati: infrastrutture leggere, percorsi accessibili, aree di sosta e didattica, recupero dei beni storici e – non da ultimo – una possibile campagna archeologica che possa finalmente fare luce sul mistero dell’anfiteatro. Una storia partita dai vicoli del centro storico, cresciuta con la determinazione dei cittadini, maturata grazie alla volontà politica, e oggi pronta a dare frutti. Per Sessa Aurunca, un nuovo punto di partenza.

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