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CELLOLE – L’Arena dei Pini e Bandiera Blu, un ristoratore: una grande bugia. Siamo una bandiera di falliti

CELLOLE –  L’Arena dei Pini si sta rivelando una trappola mortale per tante attività della zona balneare di Cellole. Eppure il nome – Arena dei Pini – evoca strutture ben più blasonate come l’Arena di Verona. Invece, quella di Cellole, altro non è che uno spazio polveroso con una rete intorno (come fosse un pollaio) e un palco su un lato. Sulla gestione dell’Arena dei Pini manca, fra le altre cose, la giusta trasparenza anche sui conti, sulle entrate e sulle uscite che ogni anno si determinano per la “magica” estate cellolese. Una scarsa trasparenza imputabile anche alla pesante assenza del gruppo di opposizione che da qualche anno sembra essere scomparsa dalla scena politica, se non addirittura sembra essere ormai  parte integrante della maggioranza consiliare.
“Caro sindaco, assessore al turismo, operatori turistici che operate su Baia, dite Sold-out tutto pieno, ma cosa vi fumate?”, è lo sfogo – duro e veritiero – di un ristoratore di Baia Domizia che – ha voluto dimostrare, attraverso n video, la desolazione che regna nel suo locale. Condizioni che accomuna altre attività della zona.
Oggi 1 Agosto ore 21 locale vuoto non c’è un cliente. Baia è vuota come lo è stata per tutto luglio. Caro sindaco, assessore al turismo, operatori turistici che operate su Baia dite sold-out, tutto pieno ma cosa vi fumate? Adesso ci avete messo 10 / 12 spettacoli ad agosto quelle poche persone le sequestrate dentro l’arena e noi all’esterno staremo a guardare come stasera con locali vuoti e personale da pagare. l’Arena dei Pini doveva essere un richiamo per il turismo, e per locali e le attività che stavano sul posto e nei comuni limitrofi e non per poche persone. Caro Sindaco e Assessore, sono due anni che stiamo andando indietro altro che bandiere blu gialle e verdi.
Dico solo che ad inizio anno tra gennaio ed aprile sono scese molte famiglie che volevano fittare, a molte di loro venivano offerte poche soluzioni dicendo che erano tutte fittate e quelle poche che erano rimaste il prezzo era caro con richieste spaventose, qualcuno si sentiva rispondere che era normale chiedere quel prezzo perché eravamo bandiera blu. Mi sa che siamo una bandiera di falliti visto il risultato di luglio e inizio agosto”
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Poi Tommy lancia la sfida a tutti gli altri operatori del settore che, come lui, avvertono e temono la crisi: “Voglio vedere quanti operatori del territorio come me avranno il coraggio di manifestare questo fallimento di Baia”

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