SESSA AURUNCA – Antonio Croce non è una persona che parla tanto per, nemmeno lo fa per compiacere qualcuno o per difendere un piccolo orticello, cosa che invece fanno, anzi sono costretti a fare, alcuni giullari di corte. Antonio Croce, professore, laureato in laurea Scienze Naturali, è un botanico e conosce profondamente il territorio, quello del Vulcano Roccamonfina e del Parco Regionale. Croce interviene sulla polemica nata dai lavori di pulizia, attuati con un ruspa, sulla spiaggia della Pineta del litorale Domizio. Una polemica innescata dall’ambientalista Carmine Venasco che ha denunciato la gravità dell’azione messa in campo. Poi c’è stata la risposta del presidente del Parco Regionale che ha difeso le proprie scelte; intervento amplificato da alcuni “meccanici” che “aggiustano” le notizie.
La nota del professore Croce:
Chi parla di un’area protetta si spera abbia le competenze tecniche e scientifiche per capire “i fatti”. Altro che profeti di sventura, gufi e barbagianni. La “Pineta” è un’area ZSC della rete natura 2000. Gli habitat devastati da scelte di gestione attuate negli ultimi due anni non sono il bosco di pini ma quelli delle dune, piccole aree a mosaico essenziali per la conservazione di quel tratto di costa. Quelli per i quali il progetto PROVIDUNE, una quindicina di anni fa, ha previsto azioni concrete, attive, di protezione. E quelli per cui sono state redatte norme di tutela. Non certo lo sbancamento di cakileto, agropireto, crucianelleto e ammofileto, habitat di direttiva censiti (e oggi compromessi). Facciamo una giornata di studio nei prossimi due mesi e anche confrontando le foto degli scorsi anni mostreremo che non ci sono più o sono gravemente alterati. Il risultato: il mare avanza e la pineta perirà. E addio tartufi.”.
PaeseNews quotidiano di Terra di Lavoro online Le notizie di Caserta e provincia