Pietravairano – I fatti prendono avvio qualche anno fa al termine di una giunta municipale, quando il segretario comunale e un assessore, usciti dalla casa comunale, decisero di concedersi un caffè al bar ubicato nella piazza. Improvvisamente sbucò, a forte velocità, un’auto che si arrestò, bruscamente a pochi centimetri dalle gambe di Aldo Zarone, all’allora assessore della giunta guidata dal sindaco Marianna Di Robbio (non presente ai fatti). Il conducente del veicolo – attuale consigliere di maggioranza del comune di Pietravairano – avrebbe proferito frasi minacciose nei confronti di Zarone che, pensando ad uno scherzo, non si sarebbe preoccupato più di tanto e sarebbe restato proprio davanti alla vettura. A questo punto Maurizio Cappello sarebbe ripartito per investire Zarone che sarebbe stato toccato finendo a terra. L’aggressore si sarebbe allontanato mentre la vittima raggiunse il pronto soccorso dell’ospedale di Piedimonte Matese dove sarebbe stato sottoposto ai necessari controlli. Per quei fatti ora pende un processo davanti al giudice di pace di Teano, competente per territorio. Nell’udienza di oggi Zarone si è costituito parte civile. Un difetto di notifica ha impedito però il prosieguo del dibattimento. La prossima udienza è stata fissata per dicembre 2025.
“Non no mai sfiorato, in alcun modo, Zarone. Non ho cercato affatto di investirlo, né marciavo a velocità sostenuta. Del resto ci sono 10 testimoni che possono confermare la mia versione dei fatti”. Sono parole di Maurizio Cappello che ha sempre respinto le accuse a lui mosse. Sarà il giudice a decidere da che parte penderà la bilancia della giustizia.
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