Mondragone – La salma del 15enne di Mondragone Rayan Mdallel, italo-tunisino, scomparso dalla città del Litorale Domitio lo scorso 30 gennaio e ritrovato cadavere nelle acque del fiume Po’ nel tratto che passa nel centro di Torino, tra piazza Vittorio e lungo Po Antonelli, alle ore 11.30 del 19 febbraio, tornerà nella sua città natale per la sepoltura. La sua salma è attualmente sepolta in un cimitero del capoluogo Piemontese. Ad individuarlo sarebbe stato un passante che ha immediatamente dato l’allarme. A ripescarlo sono stati i vigili del fuoco. Il cadavere presentava evidenti segni di decomposizione, come se fosse stato in acqua da diversi giorni, forse una settimana. Quindi Rayan sarebbe morto circa una quindicina di giorni dopo essersi allontanato dalla sua abitazione di Mondragone, dove viveva con mamma Clorinda e la sorellina più piccola, Sara. Il padre, di origini tunisine, da tempo ha fatto ritorno in patria. Non aveva documenti con sé e in un primo momento il corpo è stato scambiato per quello di un uomo dell’apparente età di 30 anni. Tutto questo ha reso ancora più lungo e straziante il processo di identificazione e il riconoscimento ufficiale della salma. Un riconoscimento avvenuto solo qualche giorno fa, dopo quasi tre mesi e un confronto con un campione di Dna prelevato dalla madre. Nel frattempo, Rayan è stato in un cimitero di Torino. Il sindaco di Mondragone Francesco Lavanga ha fatto propria la volontà della famiglia di riportare la salma a Mondragone. Infatti, ieri sera ha incontrato la madre e gli altri familiari del quindicenne proprio per fare il punto della situazione. «Sono due i fronti su cui stiamo operando. Da un lato, dare una sepoltura a Rayan nel nostro cimitero, come è umanamente giusto che sia. Dall’altro – ha affermato il sindaco – occorre fare piena chiarezza sulla vicenda e sulle cause della morte». L’amministrazione è anche disponibile a farsi carico delle spese per il rientro della salma e il funerale. Sul fronte delle indagini, l’ipotesi più accreditata resta quella del suicidio, anche perché il corpo, alla ricognizione esterna, non presentava segni di violenza, tuttavia al momento non è da escludersi nessuna pista. Inoltre, tra le tante incognite, la più rilevante è quella di perché e come Rayan sia arrivato fino a Torino, a quasi 900 chilometri da casa da dove si era allontanato con una bicicletta.
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