Carinola – “La droga entrava nel carcere tramite i colloqui con i familiari, nello specifico erano le donne, compagne, mogli o altri familiari, che la occultavano nella vagina, queste durante il colloquio chiedevano di andare in bagno la estraevano delle parti intime e la consegnavano al familiare detenuto”.
Così uno delle persone coinvolte nell’indagine spiega il sistema con cui le sostanze stupefacenti arrivavano nel carcere di Carinola; un metodo che ha permesso ad un gruppo di detenuti di gestire una piazza di spaccio all’intero della struttura penitenziaria. Le compagne dei detenuti avrebbero usato i loro corpi come involucri così da poter consegnare la droga durante i colloqui al Gian Battista Novelli. Avevano trasformato il carcere di Carinola in fruttuosa piazza di spaccio dove era possibile acquistare cocaina e hashish; infatti, le sostanze stupefacente arrivava attraverso svariati stratagemmi. Uno di questi era l’occultamento nelle parti intime delle donne.
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