Sessa Aurunca – Il Falerno del Massico verso la DOCG: l’assemblea straordinaria nel cuore del Parco Regionale

Sessa Aurunca (di Alessia Maria Corbo) – Si è svolta nel pomeriggio di venerdì 28 marzo, presso la Sala Conferenze del Parco Regionale dell’Area Vulcanica di Roccamonfina e Foce del Garigliano, un’assemblea straordinaria promossa dal Consorzio di Tutela Vini DOC Aversa, Falerno del Massico, Galluccio e IGT Roccamonfina e Terre del Volturno. L’incontro ha riunito viticoltori, vinificatori, imbottigliatori, rappresentanti istituzionali e del settore agricolo per discutere un obiettivo tanto ambizioso quanto sentito: il riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata e Garantita (DOCG) per il Falerno del Massico, uno dei vini più antichi e identitari della Campania. Ad aprire i lavori, il Presidente del Parco Regionale, Adolfo De Petra, che ha accolto con entusiasmo i partecipanti e ha evidenziato il valore strategico dell’iniziativa per tutto il territorio: “È per me un onore darvi il benvenuto nella sede del nostro Parco, in occasione di questa assemblea così significativa per il futuro del Falerno del Massico. Il passaggio da DOC a DOCG rappresenta un traguardo di eccellenza, il giusto riconoscimento per un vino che da secoli è simbolo della nostra identità. La viticoltura in questarea ha radici profonde, intrecciate con il paesaggio e la cultura locale. Il nostro suolo vulcanico dona ai vini caratteristiche uniche, irripetibili altrove. Per questo è fondamentale lavorare insieme – produttori, istituzioni e comunità – per uno sviluppo che sappia unire qualità, sostenibilità e innovazione. Il Parco è al fianco di questo percorso. Crediamo in unagricoltura che sia presidio del territorio, che valorizzi le eccellenze locali e che rappresenti un motore sano per la crescita economica e culturale della nostra area.” L’assemblea si è poi sviluppata in un confronto tecnico e operativo tra gli attori della filiera, con l’obiettivo di rafforzare il posizionamento del Falerno del Massico e garantirgli il massimo riconoscimento nel panorama enologico italiano. Un passo importante che guarda al futuro, puntando su storia, identità e qualità.

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