Conca della Campania – Antonio Simone non ha mai colpito con un pugno l’agente della polizia municipale. Lo ha stabilito il giudice del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, oggi, assolvendo con formula piena l’ex conigliere comunale. Simone era finito sotto processo per aver minacciato, aggredito e fornito false dichiarazioni, al comandante della Polizia Municipale di Conca della Campania, piccolo centro arroccato lungo i pendii del vulcano Roccamonfina. Tutto parte durante l’emergenza Covid19 quando per frenare l’epidemia il governo varò il lockdown. Antonio Simone, 50enne, all’epoca dei fatti consigliere comunale eletto nelle fila della minoranza consiliare, venne sorpreso lontano dalla sua abitazione, in violazione delle norme emanate per contenere l’epidemia da Coronavirus. Quando l’allora comandante della Municipale – Capezzuto – si avvicinò per contestare la violazione nacque un’accesa discussione durante la quale – secondo l’accusa – Simone sferrò un pugno al comandante. Il poliziotto fu costretto a recarsi al pronto soccorso dove venne medicato e dichiarato guaribile in circa sette giorni. Dalla successiva denuncia è nato il processo a carico di Simone, difeso dagli avvocati Gabriele Gallo e Gioacchino De Luca, ha sempre respinto ogni accusa dichiarandosi vittima di una macchinazione. Il giudice accogliendo la tesi fornita dall’imputato e dall’avvocato Gallo, ha assolto Simone.
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