MARZANO APPIO (di Nicolina moretta) – 10 Ottobre 2024, l’81nesimo anniversario dell’eccidio di Campagnola. Quando il terrore invase gli animi dei cittadini di Campagnola, frazione di Marzano Appio. Un cittadino per difesa aveva ammazzato un soldato tedesco. La regola bellica dei nazisti era l’uccisione di dieci italiani e tanti ne furono catturati. Furono uccisi con crudeltà sette uomini, l’ottavo si chiamava Alfonso De Quattro. De quattro aveva dieci figli, quasi tutti in tenera età. Quando i figli capirono che era giunto il turno fatale per il padre, si cinsero attorno a lui gridando: “Papà mio! Papà mio!” Mentre le intelligenti e saggie madri di Campagnola dissero ai loro piccoli di imitare in tutto i figli di De Quattro. Fu così che un nugolo di bambini con il loro pianto e grida fecero breccia nel cuore del comandante tedesco e salvarono la vita a De Quattro e altri due uomini. Questa mattina la Celebrazione Eucaristica nella chiesa di San Pietro e Paolo di Campagnola alla presenza di cittadini, autorità politiche e militari. Hanno celebrato don Vittorio Marra e don Antonino De Trucco. Nell’omelia don Vittorio ha detto sostanzialmente che con la preghiera non dobbiamo smettere di bussare al cuore di Dio per chiedere la Pace. Attualmente sono attive 59 guerre in tutto il mondo, “Ecco perché dobbiamo ‘bussare’ Dio perché ci aiuti. Come l’appello lanciato da papa Francesco. Come fece papa Giovanni XXIII che riuscì con un messaggio radio ad addolcire il cuore dei potenti che fermarono la guerra. Così come a Campagnola un gruppo di bambini riuscì ad addolcire il cuore del comandate tedesco.” Poi tutti al Monumento dei Caduti Dove il Sindaco Andrea Terranova ha posto la corona di alloro. Il professore Giuseppe Angelone ha parlato de “L’autunno di sangue del 43.” Ha concluso il sindaco Terranova: “Ricordare, far memoria e trasmettere ai giovani l’idea che la guerra non possa essere né utile né risolutiva.” La resistenza del Nord per scacciare i nazisti dall’Italia fu organizzata e politica e per questo resa nota a tutti. La resistenza del Sud fu estemporanea e passionale, (come testimonia l’insurrezione popolare delle quattro giornate di Napoli) per questo è rimasta in larga misura sconosciuta nel tempo. Grazie all’opera certosina di professori come Giuseppe Angelone, ‘archeologo’ dei fatti di sangue del 43, ci si è resi conto del prezzo altissimo pagato anche dai civili per la liberazione. La presenza dei sindaci o delegati con i gonfaloni di Mignano Monte Lungo, Provincia di Caserta, Tora e Piccilli, Caiazzo, Conca della Campania, Caianello, Vairano Patenora e dell’Associazione Nazionale Carabinieri in congedo di Vairano Patenora e dell’Associazione Reduci di Guerra, conferisce all’anniversario dell’eccidio di Campagnola, e non solo, l’identità storica dei fatti e dei luoghi e dà forza e fiducia nel futuro.
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