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CALVI RISORTA – Appalti truccati in comune, ecco le accuse contro il sindaco Lombardi: c’è anche l’aggravante mafiosa

CALVI RISORTA – Le accuse mosse contro il sindaco Giovanni Lombardi sono aggravate dal fatto di agevolare il clan dei casalesi, con il proposito di far aggiudicare la gara alla ditta di Francesco Verazzo, imprenditore colluso col clan dei casalesi – famiglia Schiavone, per consentire allo stesso di continuare ad infiltrarsi nel settore, strategico per il clan, dei lavori pubblici e di destinare una parte degli utili al finanziamento del clan stesso.
Con la notifica degli avvisi di garanzia a carico delle 14 persone finite nell’inchiesta condotta dalla Direzione Antimafia di Napoli, sono diventate più chiare le accuse mosse dalla Procura della Repubblica.
Pesanti quelle contro il primo cittadino di Calvi Risorta, Giovanni Lombardi, che in concorso con  Francesco Verazzo, turbavano il procedimento amministrativo diretto a stabilire il contenuto del bando, al fine di condizionare le modalità di scelta del contraente da parte del Comune di Calvi Risorta rispetto ai lavori di adeguamento e manutenzione straordinaria della viabilità comunale interna e di collegamento verso le strade sovracomunali, statale Casilina e strada provinciale 194. Secondo l’accusa Lombardi consegnava prima della indizione della gara di appalto, i documenti di gara garantendo all’imprenditore l’aggiudicazione della gara.
Ma Lombardi, sindaco di Calvi Risorta, si preoccupò pure di mostrare all’imprenditore amico la serietà della promessa, tanto che consegnò a Verazzo la documentazione tecnica predisposta di fatto dall’architetto Capuano. In un successivo incontro il Lombardi, in compagnia del responsabile del procedimento Piero Cappello, consegnò a Verazzo una pendrive con ulteriore documentazione utile per la redazione dell’offerta migliorativa.
Ma la gara Verazzo la perse lo stesso, infatti fu aggiudicata alla ditta C.G.S. SRL, secondo l’accusa a causa delle collusioni fra Piero Cappello e Raffaele Pezzella, l’imprenditore chiese un nuovo incontro con la fascia tricolore Calena per avere spiegazione della mancata aggiudicazione. Verazzo imponeva di riparare al torto subito, facendosi promettere l’assegnazione di futuri appalti pubblici. Promessa che poi fu mantenuta.

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