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TEANO / CONCA DELLA CAMPANIA – Corruzione, concussione e turbativa d’asta: arrestato noto imprenditore teanese

TEANO / CONCA DELLA CAMPANIA – E’ originario di Conca della Campania ma da molti anni, dopo il matrimonio, vive a Teano con la sua famiglia. E’ stato tratto in arresto e collocato ai domiciliari nome dell’imprenditore Pasquale Bove, di Teano, rappresentante della Medicalray Srl e dalla Teknos Srl. E’ fra le 15 persone indagate a vario titolo ai quali i finanzieri di Catanzaro, coordinati dalla Procura, hanno notificato un’ordinanza del gip per corruzione, concussione, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, turbata libertà degli incanti, truffa aggravata ai danni dello Stato, falso ideologico, abusiva introduzione in sistema informatico ed emissione di fatture per operazioni inesistenti.
Ai domiciliari:  Giuseppe Lucio Cascini (52), di Davoli; Pasquale Bove (64), di Teano; Ciro Oliviero (61), di Montepaone.
Sospensione dall’esercizio di uffici e servizi pubblici: Gennarina Arabia (50), di Catanzaro; Antonio Nicola Arena (64), di Catanzaro; Antonio Armentano (66), di Cosenza; Giuseppe Lucui Cascini (61) di Montepaone;     Vittoria Celi (58), di Catanzaro; Pietro Gangemi (61), di Catanzaro; Michelina Graziano (48), di Cosenza;   Vincenzo Militano (43), di Palmi; Pasquale Minchella (64), di Catanzaro; Pasquale Santaguida (54), di Catanzaro; Rita Carlotta Santoro (66), di Catanzaro; Adolfo Siciliani (66), di Crotone.

L’accusa:
In data odierna, 3 luglio 2024, militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catanzaro, coordinati dalla locale Procura della Repubblica, hanno dato esecuzione all’ordinanza con la quale il G.I.P. del Tribunale di Catanzaro ha disposto l’applicazione della misura cautelare personale nei confronti di 15 soggetti per la ritenuta sussistenza di gravi indizi in ordine ai reati, rispettivamente ipotizzati, a vario titolo, di corruzione, concussione, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, turbata libertà degli incanti, truffa aggravata ai danni dello Stato, falso ideologico, abusiva introduzione in sistema informatico ed emissione di fatture per operazioni inesistenti, poste in essere anche a vantaggio di plurime società nei confronti delle quali è stata ipotizzata la rispettiva responsabilità amministrativa.
In particolare, per i reati di corruzione, è stata disposta la misura degli arresti domiciliari nei confronti di due imprenditori e di un dirigente medico-docente universitario dell’A.O.U. “Renato Dulbecco” di Catanzaro. Si tratta di Giuseppe Lucio Cascini, Pasquale Dove e Ciro Oliviero. Nonché la misura interdittiva della sospensione dai pubblici uffici/servizi nei confronti di tredici pubblici ufficiali. Fra cui il medico- docente universitario sottoposto anche alla misura degli arresti domiciliari. Si tratta di dipendenti dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro, dell’A.O.U. “Renato Dulbecco” di Catanzaro, dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Crotone, dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza, del Grande Ospedale Metropolitano “Bianchi Melacrino Morelli” di Reggio Calabria. Nonché dell’Università degli Studi “Magna Graecia” di Catanzaro, nonché, uno degli indagati, anche consigliere comunale di un Comune della provincia di Catanzaro. I provvedimenti, emessi su richiesta della Procura della Repubblica di Catanzaro, scaturiscono dalla complessa attività di indagine svolta dal Nucleo di Polizia Economica -Finanziaria/Gruppo Tutela Spesa Pubblica della Guardia di Finanza di Catanzaro. Operazioni svolte nell’ambito della costante attività di tutela della spesa pubblica, con particolare riguardo al settore sanitario, finalizzato al contrasto delle più sofisticate forme di illecita gestione delle risorse erariali e delle frodi ai danni dello Stato.

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