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SAN PIETRO INFINE – CANI RANDAGI TROVATI MORTI: DENUNCIATO IL SINDACO

San Pietro Infine – Sono stati trovati morti due dei molti cani randagi presenti nel Comune di San Pietro Infine (CE), giovedì u.s. rinvenuti da alcuni cittadini e le cui carcasse sarebbero state prelevate dal servizio ecologico; secondo fonti locali, infatti, pare che le due carcasse sarebbero state prelevate da netturbini e smaltite illecitamente ovvero non secondo le procedura prevista per i rifiuti speciali. Per questa ragione abbiamo dato mandato ai nostri legali di depositare denuncia per il reato di uccisione di animali, probabilmente avvelenamento, e smaltimento illecito, chiedendo riscontri partendo dalle caratteristiche morfologiche degli animali uccisi. Sempre secondo informazioni ricevute da cittadini che però non vogliono esporsi, sarebbero molti i cani randagi che mancano all’appello di un nutrito gruppo di almeno 20 animali che frequentano l’area dove sono stati trovati morti i due cani e le cui carcasse sono scomparse in tempo record ovvero zona via Dante Alighieri. Avvelenamenti di cani randagi sono all’ordine del giorno in quei Comuni il cui numero ha raggiunto livelli tali da creare inevitabili problemi di convivenza con la cittadinanza, vuoi per aggressioni vuoi per incidenti e vuoi per questioni igienico sanitarie, seppur tutelati da quei pochi cittadini amanti degli animali che però da soli non possono fare molto ma che anzi vengono ignorati dalle istituzioni nelle loro richieste di aiuto e segnalazioni. Nell’agosto dello scorso anno, ad esempio, avevamo chiesto al Sindaco un incontro per tentare di affrontare il problema dei numerosi randagi, trovare soluzioni, collaborazioni, ma nessuna risposta, nemmeno alla seconda pec dell’ottobre successivo e quella di maggio di quest’anno; ragione per cui, nella denuncia, chiederemo all’Autorità Giudiziaria di valutare eventuali condotte omissive in seno al Sindaco, per non aver posto in essere iniziative volte ad arginare il fenomeno del randagismo, dovere cui è rivestito dalle leggi dello Stato e locali. Un fenomeno, quello del randagismo, che vede la totale indifferenza degli enti preposti, in primis Sindaci e ASL veterinarie, causando appunto episodi privati di eliminazione del problema, canili convenzionati colmi da anni e altri fenomeni illeciti, come quello di un diffuso abusivismo relativamente canili e pensioni per cani e gatti abusivi e gestiti proprio da Associazioni “animaliste” locali, tra cui molti ne hanno fatto un lavoro, ovviamente in nero, in quanto attività finanziate mediante raccolte di denaro per mezzo dei social che transitano in carte prepagate private; strutture dove, spesso, avvengono fenomeni di maltrattanmento e sfruttamento economico degli animali e che hanno spogliato l’animalismo della sua prescritta funzione di denuncie e controllo.

Nota a cura di Stop Animal Crimes Italia Movimento Animalista e Ambientalista Nazionale

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