Calvi Risorta / Pignataro Maggiore (di Libera Penna) – Il carcere di Viterbo da ieri è intitolato alla memoria di Nicandro Izzo, appuntato del Corpo degli Agenti di custodia assassinato dalla camorra il 31 gennaio 1983. Alla cerimonia è intervenuto il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove
Nicandro Izzo, nato a Calvi il primo dicembre del 1944, fu ucciso alla fine del suo ultimo giorno di lavoro nel carcere napoletano di Poggioreale. Nicandro aveva 39 anni, appuntato degli agenti di custodia di Poggioreale, sposato con la signora Maria viveva a Pignataro Maggiore ed era padre di due figli. Fu assassinato da un killer in mezzo alla folla di un mercato, a pochi passi dal muro di cinta della casa circondariale napoletana. A Pignataro si tennero i funerali di Stato, alla presenza del Ministro della Giustizia Darida.
Alla moglie dell’appuntato Izzo, Maria, e ai figli Orsola e Antonio è stata consegnata la pergamena con il decreto di intitolazione. La cerimonia si è conclusa con la scopertura e la benedizione della targa sul cancello di ingresso dell’istituto penitenziario. Nicandro Izzo prestava servizio alla Casa circondariale di Napoli Poggioreale “Giuseppe Salvia”. Le numerose minacce di morte che aveva ricevuto ad opera della camorra, avevano determinato il trasferimento presso il carcere romano “Regina Coeli”. Munito di foglio di viaggio, la mattina del 31 gennaio 1983 usciva per l’ultima volta dal carcere napoletano per recarsi a casa e da lì raggiungere la nuova sede di servizio. Ma percorsi pochi metri, nell’affollato Corso Malta, rimase vittima di un agguato a opera di due killer che, a bordo di un ciclomotore e armati di una pistola con il silenziatore, lo colpirono mortalmente alla testa. Le indagini stabilirono la matrice di stampo camorristico dell’omicidio. L’appuntato Izzo è stato riconosciuto “Vittima del Dovere” dal ministero dell’Interno.
PaeseNews quotidiano di Terra di Lavoro online Le notizie di Caserta e provincia