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Pietravairano – Camion esce fuori strada: un morto e 6 feriti. Imprenditore assolto in appello

Pietravairano – In data 21/7/2015 il Bianco Renato veniva condannato dal Tribunale di Torre Annunziata alla pena di anni due e mesi sei di reclusione, perché nella qualità di titolare della società International Logistics Transport, proprietaria dell’autoarticolato nonché del semirimorchio, per colpa consistita nel non aver adottato la dovuta diligenza e prudenza nell’affidare la guida dell’autocarro di sua proprietà  al conducente del veicolo, il quale era sprovvisto del necessario titolo di abilitazione alla guida del veicolo in oggetto e quindi in violazione dell’art. 115 Cds, nonché nell’aver violato l’art. 80 del codice della Strada per aver omesso di sottoporre  a revisione annuale l’autocarro (ultima revisione del 6/12/2006) ed aver consentito la circolazione del mezzo nonostante il precedente ritiro della carta di circolazione, avvenuto il 9/1/2008 ad opera della Polizia Stradale di Isernia proprio in virtù della violazione riscontrata, veniva ritenuto responsabile a titolo di cooperazione colposa nel delitto di omicidio colposo aggravato commesso materialmente dal conducente del veicolo, che perdeva il controllo del mezzo in Torre del Greco, cagionando la morte di un  pedone e  le lesioni personali di altre 6 persone.  Avverso la suddetta sentenza proponeva appello il difensore di fiducia dell’imprenditore Bianco, l’avvocato Vincenzo Russo, sostenendo  l’assoluta infondatezza degli addebiti che la Procura muoveva al Bianco Renato.  Il Bianco prima del verificarsi del sinistro concludeva un contratto di cessione del mezzo  con una persona giuridica e non con una persona fisica, perdendo la totale disponibilità dell’autoarticolato e  non avendo pertanto alcun obbligo di verificare  l’abilitazione alla guida di eventuali conducenti del mezzo. il Bianco  avvisava “ l’acquirente”  che il mezzo non poteva circolare e che fosse  privo della carta di circolazione; ma soprattutto il Bianco non poteva essere ritenuto responsabile della morte e del ferimento dei pedoni, perché il mezzo circolava con un contratto di assicurazione che non era intestato alla sua società, ma al conducente del mezzo stesso, prova evidente che il  mezzo si trovava nella disponibilità assoluta di quest’ultimo, che  conscio del fatto che il mezzo non potesse circolare accendeva una polizza a suo nome, proprio per evitare problemi che potevano scaturire dalla circolazione del mezzo. La corte di appello di Napoli, prima sezione penale, in accoglimento dei motivi di appello proposti dall’avv. Vincenzo russo, riformava la sentenza di condanna di primo grado alla pena di anni due e mesi sei di reclusione, assolvendo il Bianco Renato dall’accusa pendente a suo carico.

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