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Sparanise – Finisce con il piedino sull’asfalto fresco. La “pasionaria” Resta infuriata contro i Commissari “scatena” la diffamazione: pronta la querela

Sparanise – A Sparanise accadono cose che noi umani non possiamo nemmeno immaginare. Da quando non c’è più il sindaco Martiello anche un sacco di asfalto freddo diventa “bollente”. Se poi a finirci con il piedino sopra è una tifosissima della passata amministrazione comunale, allora la polemica – strumentale, inutile, ma sapientemente montata – è servita su un piatto d’argento.
Ieri mattina, sul sito ufficiale del comune di Sparanise è comparso un singolare comunicato della Commissione Straordinaria con cui, in relazione ad alcuni lavori di manutenzione effettuati nella giornata di ieri tesi a coprire con “bitume a freddo in sacchetti preconfezionati” numerose buche presenti sul manto stradale, i cittadini venivano invitati a diffidare da “strumentali informazioni prive di fondamento”, utili solo a generare “falsi allarmismi”.
Appariva fin troppo chiaro che il comunicato della Commissione era la risposta ad un post, evidentemente intercettato ad horas dalle Autorità, redatto nella giornata di ieri dalla signora Veronica Resta, nota in città per essere molto attiva sui social nonché convinta sostenitrice dell’Amministrazione comunale sciolta per mafia dalla quale, è noto, era una delle proprietarie del Cinema delle Palme, acquisito dal comune in epoca Martiello, peraltro al momento in sede di ulteriori verifiche circa la reale congruità dei rimborsi ricevuti e su tutta l’operazione di acquisizione.
Nel post la signora scriveva: “vorrei sapere lo scienziato che ha steso questo pezzo d’asfalto chi è’…… ovviamente inutile aggiungere che è bollente…senza una segnalazione…senza nulla…il mio piede sembra uscito dal forno…e poi ci chiedete perché vogliamo Salvatore MartielloPovero Paeseche fine”.
A questo post è seguito il predetto duro comunicato della Commissione Straordinaria e di rimando la signora Veronica Resta redigeva un ulteriore post in cui confermava che “con tutto il rispetto…l’asfalto era bollente…PUNTO”, contestando la versione opposta resa dall’ Ufficio Tecnico del Comune, dalla Polizia Municipale e dall’impresa esecutrice dei lavori.  Quella che apparentemente sembrerebbe presentarsi come una vicenda marginale e dagli aspetti folcloristici potrebbe invece assumere una notevole valenza anche in relazione alle dinamiche giudiziarie ed amministrative ancora in itinere che vedono coinvolti alcuni componenti dell’Amministrazione sciolta.
Infatti, proprio in queste ore si sta diffondendo prepotentemente la notizia circa un possibile coinvolgimento giudiziario della vicenda che non va sottovalutata ma chiarita in tutte le sue complesse sfaccettature.  La signora Resta, avvalendosi di una falsa notizia – secondo la comunicazione ufficiale diffusa dai Commissati – da lei stessa precostituita e scientemente diffusa sui social in modo da provocare decine di commenti altrettanto diffamatori, avrebbe diffamato la Commissione Straordinaria appositamente istituita  dal Ministero dell’Interno dopo lo scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni della camorra, Poiché queste reiterate azioni diffamanti, iniziate già i giorni successivi allo scioglimento del Consiglio Comunale ed indirizzate verso rappresentanti dello Stato chiamati a ripristinare la legalità in un contesto oggettivamente complicato come quello sparanisano, non rientrano nel normale diritto di critica  o di dissenso democratico costituzionalmente garantito, sarebbe auspicabile che la Magistratura inquirente accertasse se a margine di questi esecrabili episodi possa nascondersi una strategia utile a tutelare gli interessi illeciti ampiamente evidenziati nelle numerose indagini che hanno portato allo scioglimento dell’Amministrazione comunale.
Inoltre, appare indecoroso contestare continuamente l’azione salvifica dello Stato per dimostrare che quelli che c’erano prima erano migliori nonostante risultino ancora oggi indagati o interdetti per reati di mafia. Forse è maturato il momento che la magistratura accerti se ci troviamo di fronte ad una vera e propria strategia depistante,  scientemente coordinata da una vera e propria  “cabina di regia occulta” da più parti evocata e di cui al momento riusciamo a percepirne solo la nauseante puzza.

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