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PIANA DI MONTE VERNA – L’Amministrazione comunale rafforza le misure antimafia nel piano anticorruzione

Piana di Monte Verna – “Con la delibera n. 3 del 18 gennaio 2023, è stato approvato il nuovo piano anticorruzione da parte della Giunta del Comune di Piana di Monte Verna”, lo ha dichiarato il Sindaco del comune casertano, il dott. Stefano Lombardi. “Il piano porta nel comune di Piana le migliori pratiche in materia di prevenzione delle infiltrazioni mafiose negli appalti. Pur in presenza dell’obbligo di legge di chiedere alla locale prefettura il rilascio della comunicazione antimafia solamente per lavori superiori alla soglia di 150.000 euro e l’informativa antimafia per lavori di importo superiori a 5,3 milioni di euro, il Comune amministrato da Stefano Lombardi ha deciso di dotarsi di una regolamentazione rafforzata, anche rispetto alla stessa legge nazionale in materia di prevenzione dal rischio di infiltrazioni mafiose negli appalti, decidendo – in tutti i casi in cui l’ente procede all’affidamento di lavori pubblici con procedure ad inviti ed anche per piccoli importi – di selezionare gli operatori da invitare unicamente tra quelli già muniti di una informativa antimafia liberatoria. In particolare, a Piana di Monte Verna si è deciso di applicare al territorio casertano uno strumento già esistente nell’ordinamento giuridico e di estenderne l’applicazione: l’anagrafe antimafia degli esecutori istituita dall’articolo 30 del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, pensata dal legislatore nazionale per prevenire il rischio delle infiltrazioni mafiose nella ricostruzione dei territori terremotati ma che ben si presta ad essere utilizzata in tutto il territorio nazionale, essendo composta da operatori economici provenienti da tutta Italia, Campania inclusa. Un elenco di migliaia di imprese già censite sotto il profilo della “non mafiosità” che il comune casertano ha pensato di utilizzare, per i propri appalti, per elevare al massimo il livello di tutela amministrativa volta a prevenire le infiltrazioni mafiose. Analogamente, l’elenco degli operatori di Piana di Monte Verna, è costituito anche dalle white list antimafia gestite dalle locali Prefetture che il Comune utilizza anche al di fuori dei casi in cui è obbligatorio per legge. Inoltre, l’obbligo di interdittiva antimafia liberatoria, dimostrata tramite l’iscrizione nell’anagrafe antimafia degli esecutori o in una delle white list provinciale è richiesta anche ai subappaltatori per evitare il rischio – ha continuato Lombardi – che gli appalti siano condizionati dalla criminalità organizzata, anche solo indirettamente. Le recenti modifiche alla norma sul subappalto, mal si prestano ad essere applicate serenamente in un territorio come quello della provincia di Caserta ad altissimo rischio di infiltrazione mafiosa negli appalti. Di fronte, quindi, al sostanziale “liberi tutti” del legislatore nazionale in materia di subappalto, dobbiamo  fare tutto il possibile dal punto di vista amministrativo per ridurre il rischio che la mafia entri nelle commesse pubbliche, anche solo per vie secondarie. L’attuale disciplina sul subappalto infatti dà la possibilità alle stazioni appaltanti di vietare il subappalto “in ragione  (…) dell’esigenza di prevenire il rischio di infiltrazioni criminali”, ma per singola procedura. Con il piano anticorruzione, il Comune di Piana di Monte Verna, fa quindi una valutazione generalizzata ed ex ante di alto rischio di infiltrazione mafiosa nei subappalti – anche in considerazione di quanto riportato nelle relazioni annuali del Ministero dell’Interno sulla sicurezza pubblica – vietandoli. Ammenoché i subappaltatori non siano iscritti nell’anagrafe antimafia degli esecutori oppure in una white list. Solo in tal caso il subappalto è consentito. Una misura, quella adottata con il nuovo piano anticorruzione, che – oltre ad avere una ragione di fondo e sostanziale che è quella che la lotta alla mafia si fa a tutti i livelli non lasciando questo arduo compito solo alle Procure ed alle Forze Armate – ha anche lo scopo di accelerare gli investimenti pubblici. Perché è chiaro che con una simile autoregolamentazione l’ufficio tecnico sarà più sereno nell’adozione degli atti e molto meno esposto alla “paura della firma” di cui si dibatte da anni,  senza arrivare ad una soluzione concreta della problematica. Uno spunto anche per il legislatore il piano anticorruzione di Piana di Monte Verna. – ha concluso il Sindaco Lombardi – Affinché possa comprendere che ciò di cui hanno bisogno i comuni – soprattutto quelli che operano in contesti problematici – è di poter gestire le gare attraverso elenchi di operatori già controllati, non lasciando l’onere dell’errore, i rischi connessi ed i sospetti sulle spalle degli operatori delle stazioni appaltanti.

Nota a cura del Sindaco del Comune di Piana di Monte Verna Stefano Lombardi

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