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SCUOLA – Scandalo Tirocini Formativi Attivi: basta pagare 7500 euro

La scuola italiana ancora nell’occhio del ciclone per le “furbizie” di aspiranti maestri. In tanti si rivolgono in Romani per ottenere rapidamente titoli abilitativi. Corsi di abilitazione all’insegnamento “agevolati”. Lo scandalo ruota intorno alla proliferazione di centri di formazione che pubblicizzano l’ottenimento del TFA (Tirocinio Formativo Attivo) abilitante per il sostegno con percorsi online che permettono di ottenere subito l’abilitazione e di avanzare nelle graduatorie. In Italia per ottenere l’abilitazione si deve accedere a corsi a numero chiuso e chi non riesce deve aspettare un anno per sostenere i test. La “soluzione” c’è affidandosi a scuole che si rivolgono a università della Romania. Il test finale arriva un giorno prima e quindi c’è tutto il tempo per tradurlo, magari con Google Translate, e poi una prova orale in cui si deve imparare a memoria una presentazione del candidato stesso. Viene poi assicurato che l’abilitazione viene riconosciuta in Italia attraverso il Tar, il tutto per migliaia di euro, circa 7.500 euro. Una pratica, quella di rivolgersi a università rumene attraverso scuole di formazione italiane, che è nota anche a tanti casertani, che si affidano a questa strada per ottenere l’abilitazione all’insegnamento.

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un commento

  1. Ma lavorando a scuola posso dire che quei pochi docenti abilitati da tfa che in molti casi anche loro andrebbero seguiti da qualcuno che fa il sostegno, si esauriscono a velocità luce quando si convoca, al ministero sta bene cosi per qualche motivo che vogliono il numero chiuso. E per sopperire a tale mancanza si assumono docenti che insegnano ad esempio matemarica da altre graduatorie incrociate ecc pur di riempire il posto vacante, che di sostegno non capiscono nulla e sono solo interessati al punteggio ovviamente. Quindi ben venga che anche all’estero persone che veramente si vogliono dedicare al sostegno intraprendono questa strada non riuscendoci in italia per ottusità del sistema che nonostante ci siano migliaia di posti vuoti, si ha ancora il regime del numero chiuso.

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