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Riardo / Pietramelara / Teano – Omicidio Compagnone, colpo di scena al Riesame: i giudici rinviano tutto di un mese. La soddisfazione dei difensori

Riardo / Pietramelara / Teano – “Udienza rinviata per esigenze di ruolo”. Questa la motivazione alla base della decisione assunta, poco fa, dai giudici del Tribunale del Riesame di Napoli, chiamati, questa mattina, ad analizzare il ricorso presentato dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, avverso la liberazione di Vicol Ciprian, decisa dal giudice per le indagini preliminari, Mercone.
E’ stata fissata per il prossimo 12 gennaio 2023 la nuova udienza per analizzare il ricorso con cui i pubblici ministeri – Fiore e Camerlingo, presenti questa mattina presso il Tribunale della Libertà di Napoli – chiedono la carcerazione del 23enne Moldavo, responsabile della morte di Francesca Compagnone.  Il rinvio dell’udienza è stata accolta con favore dai difensori dell’indagato – gli avvocati Gaetano La Milza e Carla Di Stasio – che leggono nel rinvio una carenza di esigenze. “La decisione assunta poco fa del collegio giudicante del Tribunale del Riesame di Napoli è senz’altro un buon segnale per il nostro assistito perché, probabilmente, non ci sono incombenti esigenze cautelari né per la reiterazione del reato, né per eventuali pericoli di fuga. Attendiamo fiduciosi la prossima udienza”. Questo il preve commento dell’avvocato la Milza, poco dopo aver lasciato l’aula.
La tragedia si è consumata la notte dello scorso 26 ottobre 2022, intorno alle 22e30 quando i due amici Francesca Compagnone e Vicol Ciprian -si trovavano in camera da letto di lei, nella villetta di proprietà della famiglia  Compagnone, nella periferia di Riardo. Il 23enne imbracciò un fucile (del padre della vittima) e iniziò a maneggiarlo ritenendolo scarico. Toccò il grilletto e la leva di caricamento almeno tre volte. Improvvisamente l’arma sparò colpendo in pieno viso la sfortunata vittima che si trovava a meno di 50 centimetri dal fucile, un calibro 12 utilizzato dal padre di lei per la caccia. La tragedia colpisce tre comunità: Riardo dove Francesca viveva e dove insiste l’attività commerciale di famiglia; Pietramelara paese della madre di Francesca e Teano paese del padre di Francesca.

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