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Piedimonte Matese – Contratti cancellati dai giudici del Tar, Civitillo: sarà fatto Appello. Ecco le ragioni

Piedimonte Matese – L’amministrazione comunale piedimontese farà ricorso al Consiglio di Stato per chiedere l’annullamento della sentenza emessa  pochi giorni dai giudici del Tar della Campania che hanno annullato i contratti con Pubblialifana e Aerarium P.A. Srl. Il primo cittadino, Vittorio Civitillo, non intende arrendersi e chiarisce: “In riferimento alla recente sentenza del Tar siamo certi che sarà immediatamente accolto il ricorso in appello al Consiglio di Stato.  Purtroppo vi è stato un mero errore formale nella redazione della determina, tra l’altro incoerente con la delibera di giunta, con l’attribuzione di un compenso fisso, in realtà mai riconosciuto e mai pagato, per la ditta incaricata per la riscossione coattiva. Inoltre nella medesima determina viene riportato, per errore, un passaggio, correlato al riconoscimento del compenso fisso, sull’oggetto dell’incarico identico all’incarico per il supporto all’ufficio tributi. Pertanto il giudice ha evidenziato che per il medesimo incarico sono state avviate due procedure semplificate per l‘affidamento diretto, e non è così, e il superamento del limite di importo per l’affidamento diretto per la riscossione coattiva, e non è stato superato perché il compenso fisso non è stato mai riconosciuto in aggiunta al compenso variabile sull’importo riscosso coattivamente. Con la proroga dell’incarico, a firma del dott. Consola, infatti è stato totalmente eliminato il passaggio duplicato e il compenso fisso. Insomma un mero errore che sarà spiegato nel ricorso in appello che sarà depositato lunedì e deciso, per la misura cautelare, immediatamente.  Inoltre, preciso, la società ricorrente non ha titolo per ricorrere, essendo assolutamente incompatibile con l’amministrazione per l’Intercorsa risoluzione per inadempimento e per il giudizio civile in corso. Ci tengo a ringraziare le due ditte affidatarie del servizio che stanno gestendo una enorme mole di lavoro e i responsabili di settore che hanno dovuto operare in emergenza e in fretta, il che ha determinato errori veniali, solo di forma e non di sostanza, assolutamente giustificati per la mole di lavoro gestita, in assoluta buon fede”.

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