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foto di repertorio

Roccamonfina – Sagra della Castagna: confessioni di un parcheggiatore “pentito”. Affari esclusivamente in nero

Roccamonfina – Ha scritto una lunga lettera indirizzata alla nostra redazione, alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, alla Guardia di Caserta. Il documento sono delle confessioni relativamente alla gestione dei parcheggi durante l’affollatissima e molto discussa sagra della castagna, conclusasi prima del previsto a causa della carenza di sicurezza. Tutto parte dalla vicenda accaduta lo scorso 22 ottobre 2022 quando ci fu l’intervento di un agente della Guardia di Finanza che dopo una discussione con uno dei parcheggiatori lo conduceva presso la caserma Carabinieri Di Roccamonfina, per dare spiegazioni relativamente alle autorizzazioni alla gestione del parcheggio a pagamento per quel giorno, sito in Villaggio Bosco Roccamonfina.
“Spinto dai sensi di colpa – scrive il parcheggiatore – ho deciso di rendere questa mia testimonianza: faccio parte del gruppo di persone che gestivano parcheggi per i giorni di svolgimento della sagra, faccio presente che siamo stati autorizzati da due persone i quali ci hanno fornito blocchetti cartacei di tipo numerati e timbrati in ogni singola pagina con timbro della Pro loco di Roccamonfina, a patto che dovevamo versare somme di denaro le quali dovevano essere versate ogni fine settimana e solo ed esclusivamente nelle loro mani, ai suddetti individui gli chiedemmo come dovevamo gestire la questione ricevute fiscali. Uno di loro ci disse che non potevano fare ricevute in quanto i parcheggi erano tutti abusi, ma con i biglietti potevamo eludere la regola. Subito si creò un gruppo WhatsApp e ci dissero di dare le comunicazioni solo in quel gruppo o personalmente a loro, tutto scorreva liscio fino a 22 ottobre 2022 quando successe quanto sopra accennato, nello stesso giorno il presidente della pro loco fu chiamato in caserma dei carabinieri, subito dopo abbiamo saputo che il Presidente della Pro loco non era a conoscenza della Autorizzazione fornita dalle due persone della Proloco e quindi sottoscrisse una querela a tutela della Pro loco. Nei minuti successivi all’accaduto in caserma, ci fu una mobilitazione generale dei parcheggiatori. A questo punto uno degli “organizzatori” dei parcheggiatori ci faceva sapere di stare tranquilli perché avrebbero fatto ritirare la querela al Presidente, e qualora non avesse voluto ritirarla lo avrebbero fatto dimettere, prendendo loro il comando della proloco e quindi poterci tutelare. Nei giorni a seguire, le nostre preoccupazioni aumentavano, perché fu chiamato a deporre uno di noi in merito alla vicenda. Gli organizzatori ci hanno fatto sapere di stare tranquilli, perché questa vicenda sarebbe caduta nel silenzio e nel dimenticatoio, l’importante però che non se ne doveva parlare. Con il passare dei giorni, è aumentata la tensione, e visto che io personalmente sono un giovane che ha cercato solo di guadagnare qualche soldo dalla sagra, non voglio avere problemi con la giustizia, come mi hanno consigliato i miei genitori, sono a dirvi quanto è a mia conoscenza, perché sono loro che ci hanno autorizzato e sono stati pagati per questo”.
Il parcheggiatore “pentito” poi, passa ad elencare le somme versate; somme che sono relative ad una sola giornata e quindi possono essere indicative del volume di affari che sviluppava: “io in primis ho dato la somma di euro 200,00 a fine settimana, perché il mio parcheggio non fruttava molto. C’era chi poi versava 300 euro, chi 500 euro, chi ha versato meno. A prova di quanto sopra detto, esiste un gruppo whatsApp “Parcheggio” ma ci sono anche gli audio e i messaggi privati. Ovviamente visto i toni e atteggiamenti intimidatori usati nei miei confronti, condizionato dalla paura delle ritorsioni, non intendo palesare la mia identità, ma saprò dare testimonianza dettagliata qualora verrò chiamato a farlo. Mi auguro che sia fatta chiarezza sulla vicenda nel nome della giustizia e della civiltà”.

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