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Appalti pubblici e affidamento diretto, operatori economici sempre più preoccupati.

Sale sempre di più la preoccupazione tra gli operatori economici che intrattengono rapporti di lavoro, servizi e fornitura con la pubblica amministrazione, in merito alle regole dell’affidamento diretto nel codice dei contratti pubblici, anche se la legge sta facendo la sua parte.  L’imprenditore Rino Offreda pone l’attenzione sulla questione per tutelare gli operatori economici locali e invita gli amministratori locali a istituire gli appositi albi ditte di fiducia per affidamenti diretti così come previsto dall’art. 36 del codice degli appalti pubblici per l’affidamento di appalti sotto soglia (tra i 40mila e i 150mila euro.  Premesso che è stato istituito il Piano nazionale anticorruzione (Pna) 2022-2024, con il quale, l’Anac, ha voluto fornire un maggior supporto alle amministrazioni, agli Rpct e a tutti coloro, organi di indirizzo compresi, che sono protagonisti delle strategie di prevenzione della corruzione e trasparenza, si segnala, inoltre, l’evento, sotto l’egida di Anac, in cui verrà presentato il Progetto “Come misurare la corruzione: il nuovo portale di Anac”, nell’intento di mettere a disposizione della collettività un insieme di indicatori scientifici idonei alla valutazione dei rischi di corruzione in ogni area del nostro paese.  Esiste un mercato della pubblica amministrazione “MEPA”, utilizzato per particolari casistiche dalla pubblica amministrazione. Il MEPA non è un elenco fornitori qualificati della pubblica amministrazione, ma è lo strumento attraverso cui gli operatori economici qualificati possono accedere a particolari procedure di gara o di inviti a procedure negoziate se abilitati alla tipologia di lavoro oggetto della procedura, con requisiti tecnici economici e professionali, nonché di etica morale così come previsto dall’art. 80 del D. Lgs. 50/2016. Non a caso esiste un elenco presso le prefetture delle varie province italiane denominato “ WHITE LIST, che ha lo scopo di rendere più efficaci i controlli antimafia rispetto alle attività imprenditoriali considerate più a rischio di infiltrazioni mafiose. Per questo l’iscrizione all’elenco White List è obbligatoria per alcune specifiche categorie di imprese, qualora debbano stipulare contratti diretti o indiretti, come ad esempio contratti in subappalto, con la pubblica amministrazione.  Tuttavia, anche se un’impresa non intende partecipare a gare d’appalto o comunque ricevere affidamenti dalla pubblica amministrazione, l’iscrizione all’elenco White List può rappresentare un elemento di garanzia nei confronti di terzi, anche nei rapporti tra soggetti privati. Pertanto si invitano tutti gli amministratori locali a tener presente delle normative già esistenti a livello nazionale e di voler adoperare tali procedimenti per l’affidamento dei lavori di forniture e servizi, soprattutto per i lavori di importo non superiore a € 150.000,00, così come previsto dall’art. 36 del Codice degli appalti pubblici. Dunque si vuole invogliare le amministrazioni locali a voler adoperare il sistema dell’affidamento diretto, tenendo presente i requisiti di legalità e moralità degli operatori economici e dando così la possibilità a tutti gli operatori locali di poter svolgere attività all’interno del proprio territorio, incentivando così l’occupazione locale, con il criterio e la salvaguardia delle ditte locali attive per l’esecuzione di lavori e forniture di servizi, nella più ampia imparzialità e trasparenza. Inoltre, ove possibile, sarebbe opportuno evitare le procedure con offerta economicamente più vantaggiosa che ad oggi non danno sicurezza di trasparenza amministrativa nei contratti di lavori pubblici. Quindi l’invito dell’imprenditore è quello di intraprendere la stipula di un protocollo di legalità con la prefettura competente per territorio che assuma una particolare valenza, potenziando ulteriormente la sinergia tra il mondo produttivo e le istituzioni. Insiste ancora Offreda sulla creazione di commissioni di progettazione per la richiesta dei fondi PNRR (Piano Nazionale di ripresa e resilienza), dove il nucleo di valutazione per le richieste può apportare tantissimi vantaggi e opportunità economiche in tema di efficientamento energetico, vivibilità, sviluppo agricolo e bonifica dei siti dismessi.

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