Caserta – Ha ottenuto un piccolo sconto di pena il commerciante di pesce accusato di praticare usura. I giudici del tribunale d’Appello di Napoli hanno inflitto all’imputato la pena a due anni di carcere (pena non sospesa) riducendola di otto mesi rispetto al verdetto emesso dai giudici di primo grado del tribunale di Santa Maria Capua Vetere. L’imputato – Luigi Perrella che ha affidato la sua difesa agli avvocati Ercolino – aveva già ammesso le proprie responsabilità presentando ai giudici una dichiarazione scritta. I giudici dell’Appello hanno conferma nel resto le statuizioni per le parti civili. La vittima dell’usura, difesa dall’avvocato Gianluca Giordano – si è costituita parte civile. La vicenda ruota intorno ad un debito di 10mila euro contratto dalla vittima, un imprenditore attivo nel mondo dello spettacolo, che era lievitato fino a 190mila per effetto di interessi del 600%. Secondo quanto denunciato dalla vittima, nel novembre 2019, per far fronte ad impellenti necessità finanziarie legate alla sua attività, non riuscendo più a rivolgersi alle banche, aveva chiesto un prestito al Perrella confidando di poter rimborsare in breve tempo il debito contratto, in quanto sicuro di riuscire a rientrare grazie all’organizzazione di eventi programmati per il 2020. Per effetto del lockdown, però, l’imprenditore non era riuscito a restituire la somma che era lievitata fino a raggiungere i 190mila euro. La mancata restituzione aveva indotto lo strozzino a minacciare di morte l’imprenditore e la sua famiglia. Con quella pressione, intimorito, chiese aiuto ad amici e parenti, riuscendo a racimolare la somma di 70mila euro. Soldi che non bastarono a placare l’usuraio. A quel punto sfiancata la vittima denunciò l’accaduto fino all’arresto di Perrella, arresto avvenuto oltre un anno fa.
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