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Dragoni – Impianto Biometano, Pendolino e Battiloro “professionisti” del settore. Progetto simile a Riccia

Dragoni – Durante l’ultima campagna elettorale, quella che pochi mesi fa portò alla vittoria dell’attuale sindaco Antonella D’Aloia, la stessa fascia tricolore avrebbe giocato con due mazzi di carte. A molti cittadini manifestava la propria contrarietà all’impianto di Biometano; mentre a Raffaele Pendolino – amico di famiglia e proprietario della società che propone la realizzazione dell’impianto di Biometano – avrebbe fornito rassicurazioni sulla realizzazione del progetto. E’ questa la convinzione di molti cittadini di Dragoni, soprattutto alla luce delle ultime “scoperte” sulla proprietà della Cannavina Biometano srls. Supposizioni, chiaramente, finora che tuttavia circolano fortemente in paese.
Di certo Raffaele Pendolino è un professionista del settore del Biometano. Infatti, Pendolino, insieme all’altro socio della Cannavina Biometano srl, Alberto Battiloro hanno presentato, poco tempo fa, un progetto simile a Riccia (in provincia di Campobasso). Si chiama Agrimetano sud – ed ha un capitale di appena mille euro, diviso esattamente a metà fra Battiloro e Pendolino – la società con la quale vogliono realizzare un progetto da 12 milioni di euro per la produzione di Biometano nella Piana della Melia, vasta campagna fortorina al confine fra Molise e Campania. L’intero impianto, compreso di strade di accesso, vasche e prefabbricati occuperà meno di 5 ettari di terreno. Sarà interamente recintato, avrà due comignoli, uno sempre acceso dal quale usciranno continuamente fumi di combustione, l’altro da utilizzare saltuariamente. La centrale prenderà le biomasse agricole e zootecniche (e cioè le colture dedicate, i sottoprodotti, gli scarti agricoli e le deiezioni di animali quali suini, ovini e bovini) dalle aziende e dalle stalle locali. Le biomasse finiranno in un digestore anaerobico dal quale verrà fuori biogas che alimenterà l’impianto di biometano (che avrà una capacità produttiva inferiore ai 500 standard metri cubi), cioè gas da immettere nella rete nazionale. Questo a Riccia, si sa molto poco, invece per il progetto di Dragoni.

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