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Sessa Aurunca – Estorsione con metodo mafioso e droga, doppio interrogatorio per Andreoli: resta in carcere

Sessa Aurunca – Si sono svolti i due interrogatori di garanzia in favore del 52enne sessano accusato di estorsione aggravata dal metodo mafioso e di spaccio di droga. Per quest’ultimo reato il giudice al termine della convalida, pur convalidando l’arresto, ha disposto la scarcerazione imponendo l’obbligo di firma. Tuttavia Giuseppe Andreoli è rimasto in carcere per l’altro capo di accusa (estorsione aggravata dal metodo mafioso). Infatti, dopo la convalida il giudice non ha sciolto la riserva. Quindi potrebbe comunicare nei prossimi giorni la propria decisione. In caso negativo l’avvocato Fabio Scalo, difensore dell’indagato è pronto a ricorrere al tribunale del riesame nel tentativo di ottenere la liberazione del 52enne.

La vicenda:
Percepiva il reddito di cittadinanza, nascondeva oltre un chilogrammo di droga e chiedeva 15mila ad una famiglia per garantire “tranquillità”. E’ stato arrestato grazie alle indagini messe in campo dai carabinieri della compagnia di Sessa Aurunca, guidati dal capitano Russo. Protagonista della vicenda Giuseppe Andreoli, 52 anni, già noto alle cronache giudiziarie e ritenuto dalle forze dell’ordine appartenente al clan dei Muzzoni.  Il provvedimento cautelare costituisce l’epilogo di una complessa ed intensa attività investigativa, corroborata anche da intercettazioni telefoniche, telematiche e videoriprese, iniziata nell’ottobre 2021 dai Carabinieri dell’Aliquota Operativa del N.O.R.M. della Compagnia di Sessa Aurunca, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli. Le investigazioni hanno consentito di documentare come il destinatario del provvedimento, con telefonate e messaggi whatsApp, abbia minacciato di morte la vittima ultrasessantacinquenne, nonché di danneggiare la sua abitazione e di uccidere i suoi cani, collocando inoltre bottiglie incendiarie tipo “molotov” nei pressi della sua dimora, atti diretti in modo non equivoco a costringerla a consegnare la somma di 15.000 euro per “stare tranquillo”. Nel corso della perquisizione personale e domiciliare eseguita al momento dell’arresto, i carabinieri hanno rinvenuto nella disponibilità dell’indagato 1 kg di marijuana. Per questo l’uomo è stato arrestato contestualmente anche per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e denunciato per indebita percezione del reddito di cittadinanza.

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