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foto di repertorio

Sparanise – Droga, la piazza principale de paese trasformata in “area mercato” per spacciatori e tossicodipendenti. 16 arresti

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Sparanise – Nella notte del  17 giugno 2022, i Carabinieri del Comando Provinciale Caserta, coadiuvati in fase esecutiva dai Comandi Provinciali di B0lzano l: di Rie1;i nonc111é dal Nucleo CC Cinofili di Samo, nel contesto di una articolata attività d’indagine diretta da ql).esta Procura e delegata al Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia CC di Capua, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di misura cautelare personale emessa dal GIP del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, applicativa della custodia cautelare in carcere nei confronti di n. 9 indagati, nonché degli arresti domiciliari nei confronti di n.7 indagati, tutti gravemente indiziati dei delitti di concorso in detenzione e cessione di sostanze stupefacenti in concorso (p. e p. dagli artt.11O, 81 cpv. c.p. e 73 dpr 309/90). Le misure cautelari sono state applicate contro De Rosa Dora, Antonio De Rosa, Teodoro De Rosa, Vincenzo Di Palo (Caivano), Guerino Di Silvio, Antonio D’Antonio (Castel Volturno), Alessandro Iossa, Valerio Iossa, Armini Curti (Albanese residente  Sparanise), Xhika Alban (albanese residente  Sparanise), Libero Capo, Giuseppe Troise, Alessandro Raucci, Katia Iannucci, Antonio De Spirito, Biagio Cecere.
Il provvedimento cautelare costituisce l’esito di un’attività d’indagine sviluppata per oltre un anno e che, tra la fine dell’anno 2019 e l’inizio dell’anno 2020, ha consentito di accertare la stabile dedizione allo spaccio di marijuana, hashish e cocaina da parte di soggetti residenti nei comuni di Sparanise, Calvi Risorta, Castel Volturno, Caivano e Carinola, i quali operavano principalmente in Sparanise e nei comuni limitrofi. Le indagini, esperite mediante numerose attività tecniche d’intercettazione telefonica, accompagnate da osservazione, pedinamento e controllo facevano emergere che gli indagati fossero soliti approvvigionarsi di stupefacente dalle piazze di Caivano, Capua e Castel_ Volturno per poi, successivamente, dividerlo e rivenderlo ai numerosi assuntori nella zona d1 Sparanise. In alcuni casi gli accordi con gli acquirenti si attuavano secondo un rodato cliché operativo che vedeva l’uso di termini convenzionali ed un linguaggio criptico, che consentiva di individuare i luoghi ove avvenivano gli spacci. In altri casi gli acquirenti si recavano direttamente nella piazza··centrale di Sparanise, trasformata in una vera e propria zona di spaccio, ove i pushers sostavano lungamente, per soddisfare le richieste dei numerosi clienti. Il principale indagato, al quale sono contestati ben 87 episodi di cessione di droga o detenzione, per eludere eventuali controlli, era solito parcellizzare la sostanza stupefacente in piccole quantità per poi nasconderla in diversi punti della città di Sparanise, ad esempio, con calamite attaccate alla cartellonistica stradale ovvero all’interno di vasi di fiori posizionati sulla pubblica via, per poi dare appuntamento agli acquirenti nei pressi dei nascondigli e cedere la droga richiesta, eterogenea nella tipologia. Gli esiti delle intercettazioni erano altresì corroborate da numerosi riscontri, attuati principalmente attraverso il controllo e la successiva escussione degli acquirenti a cui, di volta in volta, veniva sequestrato lo stupefacente acquistato. Ciò consentiva di censire un traffico impressionante di stupefacente, spesso attuato anche più volte al giorno: erano circa 400, infatti, gli episodi di spaccio complessivamente accertati.  Nel corso dell’attività venivano inoltre arrestate tre persone colte nella flagranza di reato, denunciate cinque persone in stato di libertà e segnalati numerosi assuntori di droga alla Prefettura di Caserta. Nel corso delle indagini è stata inoltre rinvenuta e sequestrata, nel complesso, una consistente quantità di sostanza stupefacente, per un valore totale di circa € 10.000,00. Grazie al complesso dei gravi elementi di prova acquisiti a carico degli indagati – da ritenersi innocenti fino a sentenza irrevocabile – gli stessi sono stati associati alle Case Circondariali ovvero ristretti agli arresti domiciliari.

 

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