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Marzano Appio – Follia in paese, sfregiano tombe nel cimitero e la chiesa dell’Annunziata: ipotesi satanismo. Indagano i carabinieri

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Marzano Appio –  “Dio Cane” recita una delle scritte realizzate con la vernice nera su una tomba all’intero del camposanto del paese. Un crocifisso è stato completamente verniciato di nero. L’azione – avvenuta alcuni giorni fa – è stata attuata durante la notte quando alcune persone, al momento ancora ignote, sono penetrate nel cimitero del paese. Una volta all’intero hanno sfregiato diverse tombe con alcune scritte e disegnando simbologia esoterica. Probabilmente lo stesso gruppo ha usato lo stesso trattamento alla chiesa dell’Annunziata. Anche qui scritte e simboli esoterici. La scoperta è stata fatta da alcuni cittadini che hanno informato l’amministrazione comunale. Il sindaco del paese, Antonio Conca, ha sporto denuncia presso la locale stazione dei carabinieri che hanno eseguito il necessario sopralluogo. Tace, invece, il prete del paese che avrebbe dovuto, per prima informare la autorità. Le ipotesi al vaglio degli investigatori sono sostanzialmente due: atto vandalico attuato, magari qualche “annoiato” gruppo di giovani; oppure si tratta di satanismo. Saranno i carabinieri a tentare di spiegare la vicenda e a individuare i colpevoli.

Il fenomeno del satanismo:
Il fenomeno delle messe nere è saldamente radicata nell’Alto Casertano.  Le testimonianze di “riti strani” si trovano ovunque. Nello spazio antistante la cappella del Cimitero di Dragoni, più volte, vennero ritrovati cerchi e simboli tracciati con la cenere; ceri e croci usate per i rituali.  Sulle colline fra Calvi Risorta e Rocchetta e Croce un escursionista – che confermò la propria esperienza anche al programma “Chi l’ha Visto?” di Rai3 –  fu testimone di un rito in cui venne sacrificato un cane a cui fu mozzata la testa. A Pietravairano, su Monte Cajevola, alle spalle del santuario della Madonna del Calvario, tracciata sul terreno una grossa stella a cinque punte; sopra di essa era appoggiata una croce di legno con sopra la scritta “morte sepolta”.  Tutto intorno vi erano numerosi ceri, alcuni ancora accesi, per un lungo tratto, quasi ad emulare una via crucis. Poco lontano un cappio sporco di sangue. A Roccaromana profanate le tombe nell’antica chiesa “Ave Grazia Plena”. Le lastre di marmo che ricoprivano le sepolture vennero divelte, le casse con le ossa e le ceneri dei defunti furono sventrate e il loro contenuto sparso sul pavimento. Alcuni resti umani – in modo particolare un teschio – utilizzati per la celebrazione di un probabile rito satanico. La pietra sacra dell’antico altare venne rimossa e scaraventata all’esterno della chiesa. A testimoniare la follia, l’inequivocabile scritta 666 che simboleggia l’Anticristo – tracciata probabilmente con un coltello – su una tavola staccata dal coperchio di una delle bare. Sono solo alcuni degli episodi accaduti negli anni scorsi nella zona dell’Alto Casertano.

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