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Pietravairano – Agricoltore in grave condizioni, per un banale graffio

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Pietravairano – E’ davvero incredibile quanto accaduto circa un mese fa ad un imprenditore agricolo del paese. Mentre stava eseguendo dei lavori all’interno della propria azienda agricola sarebbe sbattuto con una mano contro una tavola di legno. Nulla di particolarmente grave, una piccola ferita superficiale. E’ stato curato da un familiare che lo avrebbe disinfettato e incerottato. L’agricoltore sarebbe tornato al lavoro normalmente. Dopo qualche giorno avrebbe accusato difficoltà di respirazione, restringimento alla gola, stanchezza. Escluso il contagio da Coronavirus (attraverso un tampone) il medico avrebbe prescritto all’imprenditore una cura a base di cortisone. Nessun miglioramento, la situazione sarebbe peggiorata tanto da costringere i familiari dell’agricoltore ad accompagnarlo in ospedale. Qui, la situazione sarebbe precipitata ulteriormente tanto che l’uomo è finito nel reparto di terapia intensiva con gravissime difficoltà respiratorie. I medici, dopo una serie di analisi avrebbe scoperto che l’uomo era stato colpito dal tetano, attivando così immediatamente le cure previste dal protocollo sanitario. Attualmente l’agricoltore è ancora in ospedale e le sue condizioni sono ancora molto serie.

Il tetano
è una malattia infettiva acuta non contagiosa causata dal batterio Clostridium tetani. Si tratta di un bacillo Gram-positivo che cresce solo in assenza di ossigeno (cioè è anaerobio), ed è presente in natura sia in forma vegetativa, sia sotto forma di spore. Il germe in forma vegetativa produce una tossina, detta tetanospasmina, che è neurotossica e causa i sintomi clinici della malattia. Si tratta di una di una tossina estremamente potente, tanto che la quantità letale per un uomo è di circa 7 milionesimi di milligrammo.  Il batterio è normalmente presente nell’intestino degli animali (bovini, equini, ovini) e nell’intestino umano e viene eliminato con le feci. Le spore possono sopravvivere nell’ambiente esterno anche per anni e contaminano spesso la polvere e la terra. Possono penetrare nell’organismo umano attraverso ferite dove, in condizioni opportune (che si verificano specialmente nei tessuti necrotici), si possono trasformare nelle forme vegetative che producono la tossina. Il batterio non invade i tessuti ma la tossina raggiunge attraverso il sangue e il sistema linfatico il sistema nervoso centrale, interferendo con il rilascio di neurotrasmettitori che regolano la muscolatura, causando contrazioni e spasmi diffusi.

Sintomi e diagnosi
Nella maggior parte dei casi, il periodo di incubazione varia da 3 a 21 giorni. Generalmente, più breve è il periodo di incubazione più grave è il decorso clinico. Le contrazioni muscolari di solito iniziano dal capo, e progrediscono poi verso il tronco e gli arti. Un caratteristico sintomo iniziale è il trisma, cioè la contrattura del muscolo massetere, che dà al volto del paziente un aspetto caratteristico (riso sardonico), seguito da rigidità del collo, difficoltà di deglutizione, rigidità dei muscoli addominali. Altri sintomi includono febbre, sudorazione, tachicardia. Il paziente rimane conscio e gli spasmi muscolari, provocati da stimoli anche minimi, causano dolore. Non esistono test di laboratorio per confermare la diagnosi, che è essenzialmente clinica.

Trattamento e decorso
La malattia non è contagiosa, quindi l’isolamento nel paziente non è necessario. La somministrazione di immunoglobuline umane antitetaniche (TIG) e l’accurata pulizia della ferita infetta, con rimozione dell’eventuale tessuto necrotico, l’uso di disinfettanti ad azione ossidante (come l’acqua ossigenata) e la somministrazione di antibiotici (penicillina) sono importanti per prevenire la fissazione alle cellule nervose della tossina eventualmente ancora presente in circolo e per impedire che ne venga prodotta di nuova. Tuttavia, le TIG non sono in grado di limitare l’azione neurotossica della tossina che ha già raggiunto le terminazioni nervose: la terapia degli spasmi tetanici è quindi essenzialmente sintomatica, e si avvale di sedativi o anestetici generali, neuroplegici, farmaci curaro-simili. La malattia non conferisce immunità, perciò i pazienti che hanno avuto il tetano devono iniziare o continuare il ciclo vaccinale non appena le condizioni cliniche lo consentano.

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