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Mondragone – Uccise una bimba: la Polizia Locale bloccato l’assassino, era “uscito” da una casa di cura

Mondragone –  In data odierna la Polizia Locale di Mondragone guidata dal Comandante David Bonuglia ha proceduto al tso (trattamento sanitario obbligatorio) di Richard Frimpong che doveva restare chiuso in una rems dopo l’efferato delitto di omicidio avvenuto in data 2011 in Castelvolturno. Per calmare la furia del ghanese è dovuto intervenire il Comandante Bonuglia in prima persona per immobilizzarlo e chiamare i sanitari del 118 per le cure mediche di rito prima che la situazione potesse degenerare.

L’omicidio della piccola Mary:
RICHARD Frimpong, per motivi allo stato rimasti sconosciuti, aggrediva la minore mentre questa si trovava all’interno del cortile della propria abitazione e, dopo averla colpita ripetutamente e violentemente con un bastone, provocandole gravi lesioni al capo e tramortendola, la caricava in spalla e, percorse alcune decine di metri, all’altezza del km 33+600 della S.S. Domitiana, la scaraventava nelle acque sottostanti al ponte che sovrasta il canale dei Regi Lagni, sotto gli occhi atterriti di alcuni automobilisti. Nel frattempo, i poliziotti intervenuti immediatamente sul posto, anche grazie alle indicazioni di numerosi testimoni che avevano assistito al gesto, rintracciava il RICHARD all’interno della pineta di Castelvolturno, a breve distanza dalla via Danta Alighieri, bloccandolo dopo una breve e violenta colluttazione. In seguito, il corpo della MORAD Mary veniva recuperato nelle acque del canale ad alcune centinaia di metri dal punto dove vi era stato scaraventato. Nelle fasi concitate del recupero e della consegna della bambina al personale del “118” intervenuto sul posto, un folto gruppo di extracomunitari, molti dei quali connazionali della famiglia della vittima, tentava di opporsi al trasferimento della salma, anche spintonando i poliziotti che inutilmente avevano partecipato alle ricerche della minore, di cui i sanitari non potevano che costatare la morte. L’arrestato, chiusosi in un ostinato silenzio, nulla riferiva in merito al movente del suo gesto criminale che, le indagini sinora svolte, non hanno ancora consentito di chiarire. Il RICHARD, clandestino, sottoposto a rilievi foto-dattiloscopici, risultava annoverare alcuni alias e precedenti per violenza e resistenza a pubblico ufficiale

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