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Presenzano / Teano / Capaci – Strage di Capaci, Stefano Delle Chiaie sul luogo del massacro di Falcone. Era il legame fra Stato e Mafia

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Presenzano / Teano / Capaci – Prima della strage del 23 maggio di trenta anni fa, il leader di Avanguardia Nazionale, Stefano Delle Chiaie era a Capaci. Secondo quanto detto da alcuni testimoni al giornalista di Report, durante la trasmissione di ieri sera – 23 maggio 2022 – era il collegamento fra la Mafia e lo Stato, rappresentata lo Stato e con i servizi segreti. Avrebbe fatto da supervisore alla strage di Capaci nella quale perse la vita Giovanni Falcone.  Stefano delle Chiaie è stato accusato dei peggiori crimini, piazza Fontana compresa, e ricercato dalle polizie di mezzo mondo, il suo nome è stato associato ad alcuni dei fatti più cruenti e misteriosi del passato recente.  Ora, per la prima volta, Delle Chiaie viene associato alla strage di Capaci.

DELLE CHIAIE – Nasce in un’importate famiglia dell’Alto Casertano

Stefano Delle Chiaie (nato a Caserta il 3 maggio 1936) proviene da una importante famiglia originaria di Presenzano e vissuta a Teano. Soprannominato “Er Caccola” porta il nome di un suo illustre antenato, il naturalista Stefano delle Chiaie la cui tomba sarebbe stata ritrovata a Napoli, alcuni anni fa.

LA STORIA
Stefano Delle Chiaie , vero cognome Delle Chiaje, soprannominato ‘Er Caccola’, (nato a Caserta, 3 gennaio 1936), è stato un noto esponente della destra radicale ed esponente giovanile della destra spiritualista in seno al Movimento Sociale Italiano prima allievo di Julius Evola e amico di Enzo Erra e di Pino Rauti fu poi fondatore di Avanguardia Nazionale. Stefano Delle Chiaie aderì al Movimento Sociale Italiano a 14 anni, nella sezione Appio-Tuscolano di Roma, frequentata da numerosi reduci della Repubblica Sociale Italiana. Nel 1956, a vent’anni, uscì dal Msi per seguire Pino Rauti nell’avventura del Centro Studi Ordine Nuovo dove strinse amicizia con Paolo Signorelli che divenne poi leader del movimento. Nel 1962 Delle Chiaie, abbandonò Rauti e fondò il movimento Avanguardia Nazionale Giovanile, fortemente anticomunista e fascista, successivamente autoscioltasi dopo numerosi arresti dei suoi militanti. Nel 1965 prese parte al convegno dell’Hotel Parco dei Principi sulla “guerra rivoluzionaria”, organizzato dall’Istituto Alberto Pollio – tra i relatori furono presenti numerosi esponenti del neofascismo, come Gianfranco Finaldi, Giorgio Pisanò, Pino Rauti, Guido Giannettini – e il cui principale obiettivo era di impedire che il comunismo potesse arrivare al potere in Italia, tramite l’instaurazione di uno Stato autoritario con la complicità di apparati istituzionali. Nel febbraio 1966 gli ex militanti di Avanguardia Nazionale Giovanile furono coinvolti nell’Operazione manifesti cinesi che consistette nell’affissione illegale di manifesti, che a dispetto del nome che ne fece la fortuna erano in realtà inneggianti alla Unione Sovietica stalinista, firmati da fantomatici gruppi comunisti italiani di orientamento stalinista. Tali manifesti furono in realtà preparati dal giornalista Giuseppe Bonanni, del “Borghese”. A vent’anni di distanza, interrogato dalla commissione di indagine, Delle Chiaie rivelò che ANG era stata coinvolta a propria insaputa in una operazione voluta da una organizzazione legata alla CIA e ad alcuni ambienti anticomunisti italiani. Il 1º marzo 1968, nell’ambito delle prime manifestazioni studentesche a Roma, Delle Chiaie prese parte al corteo studentesco alla guida del gruppo romano della disciolta Avanguardia Nazionale, assieme al FUAN-Caravella e a Primula Goliardica. Quando il corteo giunse a Valle Giulia si trovò la strada sbarrata da un cordone di polizia e la situazione rapidamente degenerò. Delle Chiaie guidò l’attacco contro la polizia che diede il via agli scontri noti come la Battaglia di Valle Giulia. Gli ex di Avanguardia Nazionale Giovanile erano inoltre supportati da esponenti del FUAN e del MSI.

Il “Golpe Borghese“
Stefano Delle Chiaie fu accusato di aver preso parte al tentato Golpe Borghese del 1970, dove secondo Athos De Luca, membro della commissione stragi, nella notte del 7 dicembre 1970 comandò l’unità composta da militanti di Avanguardia Nazionale penetrata all’interno del Ministero dell’Interno. Chiamato in giudizio, dimostrò di trovarsi all’estero in quei giorni, precisamente a Barcellona.

Strage di Piazza Fontana
Nel 1982 fu spiccato nei suoi confronti un mandato di cattura per la Strage di Piazza Fontana del 1969, ma in quel periodo Delle Chiaie si trovava in Bolivia divenendo ufficialmente latitante. Arrestato a Caracas (Venezuela) nel 1987, vene estradato in Italia, processato e assolto il 20 febbraio 1989 “per non aver commesso il fatto”. Sentenza confermata in appello il 5 luglio 1991 dove fu prosciolto anche dall’accusa di associazione eversiva.

Strage di Bologna
Anche le indagini compiute su di lui nell’ambito della strage di Bologna del 1980 non accertano alcuna responsabilità a suo carico. Viene assolto con la formula “insufficienza di prove”.

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