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VAIRANO PATENORA – Abbazia della Ferrara fra abbandono e ipocrisia, proprietari e sindaco sotto processo

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VAIRANO PATENORA – L’abbandono dell’Abbazia della Ferrara – l’antichissimo monumento che ospitò Papa Celestino V – è finito sul tavolo del giudice del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Sono sotto processo i proprietari di parte della struttura e il sindaco pro tempore del comune di Vairano Patenora. Concetta Russo, Cecilia Russo e Bartolomeo Cantelmo sono sul banco degli imputati perché “in concorso tra loro, quali comproprietari delle strutture costituenti il complesso monumentale Abbazia della Ferrara, ognuno per la parte di rispettiva proprietà, omettevano di provvedere ai lavori necessari per rimuovere il pericolo, per la pubblica e privata incolumità,  cagionato dall’avvenuta rovina del predetto complesso, versante in condizioni strutturali e manutentive fatiscenti, con avanzato stato di degrado ed abbandono”. Inoltre secondo la Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere che ha condotto le indagini sul caso, gli imputati “in concorso tra loro, omettendo di provvedere ai necessari interventi di tutela del bene e con la condotta sopra descritta, deterioravano o comunque danneggiavano un bene culturale di rilevante interesse storico artistico di età medievale”. Il processo, a carico dei tre imputati, è già partito. Nell’ultima udienza Italia Nostra si è costituita parte civile mentre il Ministero dei Beni Culturali ha deciso di non costituirsi. La prossima udienza si svolgerà fra qualche mese quando il giudice dovrà sciogliere la riserva su alcune eccezioni preliminari avanzate da alcuni difensori.

Il sequestro:
Nella mattinata del 25 ottobre 2’18, personale del Comando Stazione Carabinieri di Vairano Scalo, diede esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo emesso d’urgenza dalla Procura della Repubblica, debitamente convalidato dal G.I.P sede, che vincolò le strutture costituenti il complesso monumentale “Abbazia della Ferrara“, ubicato in località Ferrara – agro del Comune di Vairano Patenora, già sottoposto a tutela monumentale, con decreto emesso il 26.8.1988, ai sensi della Legge n,1089 del 01/6/1939 dal Ministro dei beni Culturali e Ambientali. Il provvedimento cautelare scaturì da accurati accertamenti coordinati da questa Procura, che consentirono di verifìcare come l’intero complesso monastico, costituito dai resti di un corpo principale dotato di un chiostro e da una chiesa adiacente, edificati a partire dall’anno 1711 e funzionante fino all’anno 1807, versava in completo stato di abbandono, tale da aver causato crolli delle mura perimetrali e delle volte, darmi ad archi con chiavi prossime al crollo, vistose lesioni verticali ed apparati radicali presenti nella muratura, per cui si è reso necessario un immediato intervento finalizzato alla messa in sicurezza dell’intero complesso strutturale. II prosieguo delle attività investigative fu finalizzato ad individuare eventuali responsabilità penali dei soggetti pubblici e privati preposti al controllo ed a tal proposito sono in corso ulteriori approfondimenti.

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