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Gare d’appalto: l’impatto del PNRR sui lavori pubblici

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Il PNRR italiano rappresenta un’opportunità unica per il rilancio dell’economia italiana, attraverso il quale promuovere gli investimenti nelle infrastrutture e accelerare nella transizione energetica e digitale del Paese.

L’impatto sui lavori pubblici sarà senz’altro considerevole, soprattutto se l’Italia sarà in grado di spendere bene e in modo integrale le risorse messe a disposizione dai fondi europei del Next Generation EU.

Dopo un 2021 complicato per la definizione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, il 2022 sarà un anno decisivo per valutarne l’efficacia. La dotazione prevista per quest’anno è di 42 miliardi di euro, con un piano che include 45 obiettivi strategici da conseguire entro il primo semestre dell’anno, più altri 55 target nazionali da realizzare entro dicembre 2022.

Allo stesso tempo, ci sono anche gli obiettivi rimasti incompiuti del 2021, tra i quali spiccano il rinnovo del Superbonus per la riqualificazione energetica degli edifici, la transizione all’industria 4.0 e l’ampliamento della linea ad Alta Velocità.

Il governo, però, dovrà fare i conti anche con il rincaro dei materiali, un aspetto che potrebbe far lievitare i costi degli appalti e ridurre il numero di obiettivi conseguibili nel corso dell’anno.

La semplificazione dei contratti pubblici per accelerare sul PNRR

Per l’attuazione ottimale del PNRR è prevista la semplificazione degli appalti pubblici, un processo fondamentale per agevolare e accelerare la realizzazione delle opere pubbliche.

Ovviamente, è essenziale che le imprese siano comunque in regola con tutte le autorizzazioni obbligatorie, a partire dalla certificazione SOA, indispensabile per la partecipazione delle aziende alle gare d’appalto per i lavori pubblici.

A questo proposito, per evitare di imbattersi in problemi e ritardi è possibile affidarsi a società di consulenza specializzate come SOAsemplice, così da agevolare e velocizzare la richiesta della certificazione: per scoprire di più sull’attestazione soa semplice è sufficiente visitare il sito ufficiale dell’azienda, soasemplice.it.

Oltre a essere in possesso dell’attestazione SOA, bisogna conoscere bene le nuove norme in tema di appalti pubblici, come stabilito dalle novità introdotte con la riforma attraverso il Decreto Semplificazioni.

Innanzitutto, sono state abbassate le soglie per gli affidamenti diretti fino al 30 giugno 2023, ora pari a 150 mila euro per quanto riguarda i lavori pubblici e 139 mila euro per servizi e forniture di architettura e ingegneria. Inoltre, è previsto un iter semplificato che non richiede l’obbligo di stabilire criteri di aggiudicazione né il confronto dei preventivi. È bene ricordare che sono presenti nuovi strumenti per la prevenzione della corruzione, come il potenziamento del sistema di rotazione e gli obblighi di trasparenza estesi agli atti esecutivi.

Da novembre 2021 sono anche in vigore le nuove disposizioni sui subappalti, con la possibilità di subappaltare fino al 49,9% dei lavori e l’obbligatorietà di motivare eventuali divieti di subappalto.

Fino al 30 giugno 2023, inoltre, per agevolare gli appalti relativi al PNRR non sarà necessario indicare i subappaltatori in fase di gara, infatti basterà specificare solo le categorie e le lavorazioni che saranno oggetto di subappalto, senza riportare in questa fase le imprese che realizzeranno i lavori subappaltati.

Gli obiettivi del 2022 del PNRR italiano

Tramite il Decreto Semplificazioni, in particolare attraverso l’articolo 44 della Legge 77/2021, il governo mira ad accelerare l’attuazione del PNRR grazie alle nuove procedure semplificate e rapide per i bandi e i progetti da realizzare. Si tratta ovviamente di una sfida complessa, tenendo conto del poco tempo a disposizione per coordinare i numerosi investimenti pubblici previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Soltanto entro giugno 2022 andranno effettuati trenta investimenti e quindici riforme, gestiti da una serie di dicasteri che vanno dal Ministero della Transizione Ecologica al Ministero della Cultura. Per quanto concerne la transizione ecologica, ad esempio, i target interessano l’efficientamento degli edifici pubblici e privati, la prevenzione del dissesto idrogeologico e la riqualificazione delle aree fluviali.

In ambito sanitario andrà digitalizzata l’intera infrastruttura ospedaliera, potenziando le strutture locali e le tecnologie integrate come la telemedicina, garantendo un supporto infrastrutturale essenziale in termini di banda ultralarga e adeguamento degli edifici.

Interventi importanti sono attesi anche nel settore della cultura, con 3 miliardi di euro da spendere per investimenti nell’efficienza energetica di musei, teatri e cinema, il recupero dei borghi storici e la manutenzione di giardini e parchi pubblici.

Il Ministero dello Sviluppo Economico, invece, avrà a disposizione 750 milioni di euro per coordinare 6 macro progetti legati al PNRR, dal rafforzamento del parco fotovoltaico ed eolico alla realizzazione degli interventi di comune interesse europeo.

D’altronde, il successo dell’impresa sarà fondamentale per la crescita economica del Paese, per raggiungere il target previsto per il 2022 dell’aumento del 4% del PIL stimato dal Ministero dell’Economia.

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