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Malattie sessualmente trasmissibili, la sofferenza psicologica non vista. Educare alla sessualità è educare alla vita  

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Le Malattie Sessualmente Trasmissibili sono in aumento come sottolineato dai dati a livello europeo, italiano e regionale, tra gli adolescenti, e non solo, ad esclusione dell’HIV, sono poco conosciute e se ne sottostima sia la gravità che la diffusione.  Le complicazioni delle MST occupano una posizione nelle prime 5 cause mondiali di malattie. Esse costituiscono una importante causa di: malattia acuta, sterilità, disagio psicologico e morte. Ciò che ha influito maggiormente nell’aumentare la trasmissione è il cambiamento delle abitudini sessuali come l’inizio precoce dei rapporti sessuali, il non uso dei metodi contraccettivi, come il condom, perchè l’agire sessuale viene percepito un modello esplorativo della relazione. Anche lo stato di migrante e la povertà possono aumentare i rischi di facilitare la diffusione di MTS, perché sono accompagnate a difficoltà di accesso a educazione/cure sanitarie che spesso sono assenti. Tra i fattori tecnologici che influenzano l’aumento della trasmissione delle MST ritroviamo il sesso “velocizzato” incentivato dai nuovi social media, ad esempio come la diffusione di app di incontri, che stimolano l’instaurarsi di conoscenze e relazioni sessuali occasionali e non sicure. Per quanto riguarda i viaggi, durante i quali la possibilità di avere incontri sessuali occasionali aumenta, il cosiddetto  turismo sessuale, non è un caso che, nel periodo successivo a quello estivo, si registri il picco assoluto annuale di pazienti che contraggono MST; inoltre sono le donne single i soggetti a più alto rischio di contagio.
Un fattore cognitivo forte è dovuto al fatto che le MST spesso sono asintomatiche e provocano danni in modo silenzioso, comportando così in modo automatico il non allarmismo circa le stesse. Spesso le donne partner di persone affette da MST sono informate dei rischi che corrono, ma  non riescono a gestire la possibilità di evitare la situazione di rischio, perché hanno paura di mettere il loro uomo in difficoltà attraverso un rifiuto. Inoltre, la decisione dell’uso del preservativo è generalmente appannaggio dell’uomo, poiché le donne che dovessero decidere di prendere l’iniziativa vengono spesso considerate troppo emancipate, solitamente tale iniziativa è ritenuta essere indice di poca serietà, infatti vengono identificate come persone che tendono ad avere molti partner occasionali. Nel momento in cui la coppia stabilisce una discreta intimità smette di usare il preservativo, ma raramente dopo aver effettuato un test di coppia, bensì semplicemente lo accantona e lo sostituisce o con la pillola contraccettiva, oppure rinuncia a qualsiasi metodo contraccettivo.
Le problematiche psichiche che posso scatenarsi sia nel contagio che nel probabile contagio, sono i Pensieri Automatici Negativi, sono specifici e caratteristici per ognuno di noi, sono spontanei, compaiono senza che ce ne accorgiamo. Il probabile contenuto  dei pensieri negativi potrebbe essere “se sono stato contagiato?” “che mi succederà?” “avrò contagiato anche il mio/a compagno/a?” “sento dei dolori mentre faccio pipì é possibile che abbia contratto la malattia?”. Il contenuto dei pensieri può riguardare il futuro, se stessi, le relazioni passate, attuali e future. Inoltre la comunicazione al partner potrebbe scatenare una rottura comunicativa, perché si ha il timore di perdere la relazione, in quanto il pensiero principale è quello del tradimento. Se il partner ne è affetto non significa automaticamente che sia infedele, ma è il primo pensiero che viene in mente quando si è a conoscenza della MST. Il partner può essere stato contagiato da un partner precedente anche molto tempo prima, ma la persona non ci pensa subito perché vi è disinformazione. Potrebbero presentarsi attacchi di panico, ipocondria in un soggetto già predisposto, depressione o abbassamento del tono dell’umore dovuto a pensieri di delusione e di rabbia circa se stesso o  verso l’altro. A livello sintomatico possiamo avere, mancanza d’aria, agitazione psicomotoria, alcuni disturbi del sonno, tachicardia, sudorazione ecc. Da non sottovalutare un Disturbo Post Traumatico da Stress data l’elevata ripercussione traumatica che potrebbe avere nella vita della persona, Ossessioni e Compulsioni, rifiuto del sesso in futuro ecc. Essendo alcune MST silenti, quando escono allo scoperto molte volte sono già in uno stadio avanzato, causano una maggiore sofferenza psichica pertanto l’impatto traumatico sarà maggiore.
Fattori che aumentano il rischio di contrarre MST negli adolescenti uno dei fattori è l’abbassamento dell’età del primo rapporto, tale anticipo appare fortemente influenzato da fattori biologici (anticipo del menarca), socio-culturali (povertà, disoccupazione, gruppo di appartenenza o gang). Esiste una notevole difficoltà di accesso per gli adolescenti ai servizi deputati alla diagnosi ed alla cura delle MST. L’informazione è carente o in molti casi assente. Vi è in questa fase d’età una bassa percezione del rischio associata  al credere di avere il “controllo del proprio destino”. Inoltre, anche la pressione del gruppo dei pari influisce sulla decisione di avere dei rapporti.
Molti genitori sono preoccupati per la salute e la sicurezza dei loro figli, ma quando si tratta di parlare con il proprio figlio di sessualità e dei rischi associati al sesso non protetto, i genitori potrebbero non sapere come o quando affrontare il discorso. Molti genitori non hanno mai ricevuto un’educazione sessuale: questa assenza di “trasmissione delle informazioni” ha generato, nella società attuale, la convinzione che non è necessario istruire i figli sul sesso, considerando che nessuno lo ha mai fatto prima con loro. Anche se può essere imbarazzante parlare di salute sessuale con gli adolescenti, è bene farlo. È di fondamentale importanza far comprendere all’adolescente che conoscere le MST è importante, per sviluppare comportamenti sessuali responsabili. È importante nelle comunicazione tener presente il diverso grado di maturità (biologica, cognitiva e psicosessuale) presente negli adolescenti, nonché il livello di conoscenza, le  eventuali esperienze sessuali già vissute, le skills personali, e quindi dello sviluppo psicologico.

Cosa fare quando il proprio figlio contrae una malattia sessualmente trasmissimibile:
Rassicurare l’adolescente sulle emozioni che provano in quel momento, che è normale avere paura, assicurarsi che ottenga buone cure mediche, prevenire future infezioni, bisogna parlare della loro storia attuale ed è necessario chiarire che anche il partner dovrà sottoporsi ad alcuni esami. Esplicitargli i comportamenti che posso indurlo verso il rischio di infezione, identificando anche le modalità, dato che molti virus possono essere trasmessi anche senza avere un rapporto completo, è quindi necessario offrire tutte le informazioni necessarie per prevenire il contagio. Favorire la diagnosi precoce. Creare consapevolezza dell’esistenza e della diffusione delle MST. Una cattiva informazione può determinare stati ansiosi ingiustificati, indurre dubbi sul partner, portare a inutili e costosi trattamenti, a trascurare semplici procedure che possono salvare la vita. Lo specialista deve comunicare con il paziente in modo corretto e semplificato, tenendo in considerazione lo sviluppo psicologico e l’eventuale danno che una comunicazione non corretta  può fare, in quanto già il contagio può causare un danno psicologico, quindi dobbiamo limitare i traumi. È importante nell’informazione e quindi nella comunicazione con il paziente non dare mai nulla per scontato.

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