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SESSA AURUNCA – Scandalo milionario, così i carabinieri “scoperchiarono” il caso Italy Village

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Sessa Aurunca – L’odierno sequestro della struttura Italy Village – più nota come Villaggio Svedese – nasce dall’azione messa in campo dai carabinieri della compagnia dei carabinieri di Sessa Auruna che nel giugno del 2018 eseguirono il decreto con cui i l GIP presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere  dispose il sequestro preventivo ai fini della successiva confisca di circa una cinquantina di unità immobiliari site all’interno del complesso turistico “ITALY VILLAGE” ubicato nel Comune di Sessa Aurunca (CE) – località Baia Domizia.  Gli immobili sono stati sequestrati perché oggetto negli anni 2014 – 2015 di una speculazione edilizia conseguente ad un’opera di lottizzazione abusiva posta in essere da MENNILLO Luigi (San Cipriano d’Aversa, 20.05.1971), imprenditore del settore edile ora residente in Sessa Aurunca. che acquistò ad ottobre 2014 l’intera quota di partecipazione de “LA SERRA RESORT” società “veicolo” appena divenuta proprietaria dell’intero villaggio turistico “ITALY VILLAGEF’ di Baia Domizia (ex villaggio “LA SERRA”), costruito alla fine degli anni ’60 in “Zona Residenziale Turistica” del Comune di Baia Domizia. peraltro sottoposta dal 2000 anche a vincolo turistico con apposita legge regionale. Le indagini accertarono che il MENNILLO, non appena entrato in possesso della struttura alberghiera, con più operazioni catastali provvedeva a frazionare il compendio immobiliare in più subalterni lasciando un corpo principale e una seri di bungalow in muratura di diversa metratura con destinazione alberghiera e creando 43 subalterni (poi divenuti 39) con destinazione residenziale “economica” (categoria catastale A/4) così da poter poi vendere questi bungalow a privati acquirenti.  Questa operazione, che prevedeva anche alcuni accorpamenti e fusioni di unità immobiliari confinanti, ha comportato la perdita della unitaria destinazione d’uso turistica della struttura che diveniva, almeno in parte, residenziale in violazione della vigente.
Questa mattina 19 gennaio 2022, i finanzieri del Comando Provinciale di Caserta, a completamento dell’indagine,  hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo, emesso dal G.I.P.  del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere su richiesta di questa Procura, nei confronti di una società con sede in Sessa Aurunca (CE) e del relativo complesso aziendale per un valore complessivo stimato in circa 20 milioni di euro, tra cui figura il noto e storico villaggio turistico del litorale domizio, denominato ltaly Village” (già “Villaggio degli Svedesi” costruito nel 1968 e di proprietà di alcuni sindacati svedesi) e composto da 227 villette ed un terreno di oltre 13 mila metri quadri. Il provvedimento compendia gli esiti di una complessa indagine di polizia giudiziaria svolta dai militari della Tenenza di Sessa Aurunca sotto la direzione di magistrati di questo Ufficio, nel cui ambito è emerso che la società in questione avrebbe acquistato il predetto villaggio turistico ad un valore notevolmente inferiore rispetto a quello reale, attraverso un’operazione di reimpiego di proventi illeciti, posta in essere da (L.M.) in qualità di socio unico nonché legale rappresentante della medesima società. Infatti, secondo quanto scaturito dalle indagini documentali e dagli accertamenti economico-finanziari, eseguiti anche grazie ad un’attività di cooperazione con l’Autorità Giudiziaria svedese, quest’ultimo avrebbe rilevato la proprietà del villaggio turistico, valutato al tempo in oltre 14 milioni di euro, corrispondendo soltanto la modica cifra di 400 mila euro, ottenuta grazie ad una pregressa appropriazione indebita di somme di denaro, pari a complessivi 590 mila euro.
In particolare, nell’ambito della trattativa di vendita del villaggio turistico tra la precedente proprietaria (la Riva del Sole S.p.A) e “La Serra Resort s.r.l.”, Luigi Mennillo si sarebbe procacciato il denaro necessario a rilevare le quote della società acquirente, in parte, alienando a privati, senza avere ancora alcun titolo, 41 unità immobiliari facenti parte del resort per un totale di 490 mila euro (dopo aver preventivamente realizzato una lottizzazione abusiva, estinta per prescrizione e una modifica della loro destinazione d’uso da turistico-ricreativa ad abitativa) e, in parte, sottraendo indebitamente 100 mila euro dalle casse di un’altra impresa a lui riconducibile. In tal modo, ricorrendo a false perizie tecniche tendenti a sottostimare il valore effettivo del villaggio turistico e utilizzando proventi di natura delittuosa, Luigi Mennillo sarebbe riuscito ad assicurarsi la proprietà di uno dei più grandi e famosi complessi turistici del litorale domizio. Da segnalare, infine, che senza la descritta operazione di reimpiego di proventi illeciti l’indagato non avrebbe avuto le risorse finanziarie necessarie alla realizzazione dell’investimento, atteso che gli accertamenti patrimoniali eseguiti dalla Guardia di Finanza hanno rilevato una netta sproporzione tra il valore dell’investimento stesso (seppur, come detto, molto sottostimato rispetto al valore reale) e le sue disponibilità ufficiali al tempo molto esigue.

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